Archivio per ottobre, 2007

camicia-nera.jpgQuesto governo non finirà mai di stupirci. Certo non è facile governare con il “reparto geriatria” ed “il quarto braccio di regina coeli” che un giorno si e l’altro pure minacciano la crisi, così si arriva agli “obbrobri” inimmaginabili in campagna elettorale, come l’indulto e “dulcis in fundo” “Il pacchetto sicurezza”.
“Pacchetto sicurezza”, che trasferirebbe ai sindaci poteri di polizia, che rappresenta un precedente pericolosissimo che potrebbe partire dall’espulsione dell’immigrato per poi finire di diventare strumento di ulteriore pressione elettorale.
I Sindaci, non hanno gli stessi problemi di maggioranza. Hanno una legge elettorale diversa, che li “blinda”, e spesso (nei mandati successivi) si circondano di “pupazzi” che alzano la mano a comando, in quanto durante i mandati hanno possibilità di consolidare personalmente il bacino di voti e quindi possono tranquuillamente circondarsi di persone che non li infastidiscano contraddicendoli.
I poteri dei Sindaci, andrebbero sottoposti (specie al Sud) ad una maggiore pressione di controlli legali, ed invece il “governo”, mette tra le mani delle “famigghie” nuove armi per il controllo del consenso: quelle di polizia.
Ma ce l’abbiamo la Polizia, anzi ne abbiamo due (!), perchè non lasciamo alla polizia i poteri di Polizia ed ai Sindaci le funzioni amministrative, pretendendo da entrambi una maggiore efficacia nella loro azione?
Mi chiedo anche se i sindaci potranno costituire delle squadre che possono girare con le camice nere ed i manganelli a caccia di extracomunitari ed avversari politici. Manca solo un piccolo dettaglio: il cambio di denominazione, basta con “sindaco”, chiamiamoli Potestà è più bello!
Ragazzi ditemi che siamo su scherzi a parte.

ANDATE A CASA, e mentre lo fate assicuratevi che Mastella venga processato dal suo giudice naturale.

Ciao Democrazia, feliceiovino.

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Il Consiglio Comunale di Nola convocato alle ore 18 di ieri 22 ottobre c.a. avrebbe
dovuto affrontare il tema "Vulcano Buono" ma non si è tenuto per mancanza di numero
legale. Con quest’ultima sono già 59 le sedute consiliari andate deserte per lo stesso
motivo su 81 Consigli convocati negli ultimi 30 mesi, pari al 72,8% del totale!
Quello di ieri sera era il primo dei Consigli monotematici voluti dalla maggioranza di
centro destra per discutere su importanti accadimenti che stanno influenzando la vita
cittadina e di tutta l?area Nolana. Infatti, lunedì prossimo (29 ottobre) si dovrebbe affrontare
il problema del servizio idrico affidato alla Gori, che ha suscitato malumori e opposizione
da gran parte della cittadinanza e tra quindici giorni, infine, si dovrà discutere della
situazione rifiuti e di Campania Felix , la multiutility della zona, che sta attraversando
un?acuta crisi economico-finanziaria.
Ieri sera si sono presentati in Consiglio Comunale 13 consiglieri della maggioranza
su 22. I consiglieri della minoranza hanno chiesto la verifica del numero legale e sono
usciti dall?aula.
Il comportamento assunto, in questa occasione dalla minoranza, contribuisce a non
dibattere ed affrontare seriamente e con professionalità i gravi problemi della nostra città.
Ed appare semplicemente contraddittorio l?atteggiamento dei consiglieri di maggioranza e di minoranza, compresi gli assenti al Consiglio Comunale di ieri sera, che stamattina
hanno partecipato a commissioni consiliari che costano alla collettività circa 30.000 euro al mese e non sfociano, come si è avuto modo di accertare, in accordi propositivi e costruttivi di una politica in favore dei cittadini e della città, quest?ultima sempre più offesa nella sua cultura, nella sua storia millenaria e completamente allo sbando.
Si consolida, di contro, la cultura del potere, del nepotismo, della clientela personale,
dello scarsissimo senso civico ed istituzionale. L’Amministrazione, infatti, sembra legata
con fili invisibili a gruppi intenti solo ad alimentare ed accrescere il loro potere agendo
all?interno della macchina amministrativa.
Ieri sera a vedersi traditi sono stati soprattutto i giovani nolani in attesa di una
occupazione.
Infatti, a meno di quaranta giorni dall?apertura di ?Vulcano Buono? che
eufemisticamente viene classificato come ?centro servizi? i giovani che hanno partecipato
ai corsi di formazione non conoscono quale sarà il loro futuro lavorativo al suo interno
(giovani di età massima 23 anni , così come previsto dal bando di selezione fatto dalla
Regione Campania).
Ai corsi, sui quali esprimemmo all?epoca molte perplessità riprese da molti organi di
stampa, parteciparono circa 13.000 giovani di tutta la Campania.
Di questi furono scelti 1.200 che iniziarono i corsi nel 2006 presso enti attuativi
indicati dalla Regione Campania stessa e solo 400 alla fine hanno terminato l?intero
percorso ma senza alcuna certezza o indicazione per il loro futuro.
La Regione utilizzò circa cinque milioni di euro dai fondi europei per finanziare i
corsi in narrativa.

Napoli Affari – Chi gioca da ala, chi da mezz’ala… io gioco da mezzasega.

Chi gioca da ala, chi da mezz’ala… io gioco da mezzasega. Il mio “schema” in campo è sempre stato il seguente: correre. Non si sa dove, o da che parte o verso quale porta. Io corro. Forrest Gump mi fa una pippa all’amatriciana. Un altra mia prerogativa è quella di marcare. Nè a zona, nè a uomo: io marco a peste! Mi avvicino all’attaccante e gli sussurro frasi di buon auspicio del tipo: “ti restano 2 giorni di vita… che cazzo tiri a fare in porta… in cerca di una effimera gloria quando la tua vita non vale neanche la metà di quella di un protozoo…?” Cose così, insomma. Ormai rientrano negli annali antologici i miei tentativi di tirare in porta a mo’ di giocatore di subbuteo: in pratica mi faccio spingere verso il pallone dai polpastrelli di un compagno di squadra. Il problema, però, sorge quando mi si stacca la base da sotto alle scarpe. Una delle mie tattiche preferite è legata alla “forza di persuasione”, grazie alla quale tento di portar via il pallone all’avversario avvalendomi di convincenti discorsi dialettici mirati a far perdere nell’attaccante la fiducia in sè stesso. Esempio: “Sì… sei indubbiamente bravo ma… dopo che hai risolto? Sì, ok, farai anche goal… ma ciò non ti servirà a mettere il piatto in tavola… di cosa campi?” Oppure: “Come sta tuo fratello? quello plurilaureato con un master a Boston… lo senti ancora da quando ha vinto il premio Nobel?” Una’altra delle mie mosse vincenti consiste nel simulare una attacco alieno nel bel mezzo della partita. La tattica è semplice: basta restare immobile a centrocampo e fissare in alto con aria basìta ed attonita al tempo stesso. A quel punto le due squadre si fermano interrogative. Quale momento migliore per approfittarne e portar via il pallone? Un classico dei classici è quello di uscire dal campo con il pallone affermandone la proprietà (“Il pallone è mio e mo’ voglio proprio vedere come cazzo fate se me ne vado… QUELLO ERA FALLOOO”) Infine, c’è la tattica “Maradona”, che consiste nello sniffare via dal campo tutte le righe bianche disorientando in questo modo gli avversari. E comunque, stronzate a parte, pensavo: se mi portate una videocamera organizzo una telecronaca in diretta!!! Giorgio Molfini

L’inchiesta “Why not” prende il nome da una società di lavoro interinale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell’indagine su un presunto comitato d’affari e una loggia massonica impegnati tra la Calabria e San Marino.

Sul registro degli indagati c’è anche il nome del presidente del Consiglio Romano Prodi. Per lui, l’ipotesi è abuso d’ufficio.
Ma delle inchieste “roventi” del pm Luigi De Magistris si parla già da qualche anno. Nel 2005 è partita un’indagine sul presunto uso illecito 200 milioni di euro, finanziamenti Ue. E’ l’inchiesta Poseidon. Gli accertamenti hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti e ci sono indagati eccellenti. Il procuratore Mariano Lombardi, qualche mese fa, toglie l’inchiesta a De Magistris: non era stato informato dell’iscrizione del senatore di Fi Gianfranco Pittelli. Ma intanto il pm porta avanti altre inchieste “roventi”, come quella sulle “toghe lucane”

portaerei clemenceauLa portaerei Clemenceau, una vera e propria bomba ecologica vagante. Greenpeace tiene sotto controllo la portaerei francese da quando, nel 1997, la nave è stata disarmata e dichiarata in disuso.
Nei piani iniziali, la Clemenceau doveva essere semplicemente affondata nel Mediterraneo e diventare, quindi, una sorta di “scogliera artificiale” altamente tossica. Poi sta facendo il giro del Mediterraneo, passando per l’Egitto, il canale di Suez, sembrava dovesse occuparsene l’India.
Greenpeace non gli ha dato pace per anni, l’ha abbordata diverse volte, poi ha dichiaratoche la Francia sta violando la convenzione di Basilea, in base alla quale è vietato esportare rifiuti tossici verso paesi non Ocse. Lo stato deve assumersi la propria responsabilità, smaltendo l’amianto presente sulla nave prima di inviarla in India” . Insomma un giro lunghissimo, ed il motivo è scritto in un rapporto di Greenpeace, ( Il costo umano dello smantellamento delle navi , Download PDF),che elenca i danni alle persone ed all ambiente nello smantellamento delle navi.
Tutto il giro del Mediterraneo, l’India no, indovinate un po dove potrebbe essere smantellata la portaerei Clemenceau ? Risposta esatta! Il porto di Napoli.