Archivio per ottobre, 2008

PETRELLA E BASSOLINO DIETRO LA CASA DI CORTONA LA FINE DI UN´AMICIZIA

NAPOLI — Il Riesame dà ragione alla Procura. Il sequestro degli oggetti trovati in casa dell´oncologo Pino Petrella è valido. Il collegio, del quale, oltre ad Annalisa De Tollis e Antonia Napolitano Tafuri faceva parte anche l´ex pm di Catanzaro Luigi de Magistris, ha respinto il ricorso dei legali dell´ex parlamentare diessino. L´assegno di 81 milioni di lire elargito da Bassolino a Petrella potrà dunque essere utilizzato dalla pubblica accusa per gli accertamenti patrimoniali che riguardano il governatore della Campania, a giudizio per nel processo sulle presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti. Contro la decisione del Riesame i legali ricorreranno in Cassazione. «Non tanto — dice l´avvocato Manlio Pennino, che aveva presentato istanza di dissequestro insieme all´avvocato Bruno Von Arx — per interesse del professore Petrella, che in questa vicenda è stato ascoltato solo come persona informata dei fatti e non è indagato, quanto per affermare un principio. Ovvero: la perquisizione può essere successiva all´esistenza di un indizio, non finalizzata a raccogliere la notitia criminis ».
Intanto, spuntano nuove indiscrezioni dalla deposizione resa il 6 ottobre scorso dall´oncologo ai titolari dell´inchiesta: Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Durante l´udienza del Riesame, infatti, i pubblici ministeri hanno depositato il verbale di una deposizione dell´oncologo ed ex parlamentare Ds.
Racconta crudamente la fine di una grande amicizia. Risale a tre giorni dopo l´emissione di un altro avviso di garanzia nei confronti del presidente della giunta regionale della Campania. Petrella ripercorre tutta la storia del suo rapporto con Bassolino, l´affetto di vecchia data che lo legava al governatore e che ha subito un primo, duro scossone nel 2001. «Quando — ha raccontato ai magistrati — Ciriaco De Mita aprì una crisi politica per far fuori Teresa Armato dall´assessorato alla Sanità. Io la difesi, Bassolino no». Armato fu soppiantata poi da Rosalba Tufano a palazzo Santa Lucia.
«Nel 2005 — riferisce ancora l´oncologo ai magistrati — la definitiva rottura». Marcello Taglialatela, deputato di An, divulga i verbali delle intercettazioni telefoniche della Guardia di Finanza di due anni prima. In essi l´oncologo raccomanda a Pierluigi Cerato, manager della Asl Napoli 2, la nomina di un direttore sanitario. Su Petrella si abbatte una bufera mediatica. Bassolino lo lascia al suo destino con un gelido commento: «Pino ha sbagliato nel merito e nel metodo». Fine di un´amicizia.
«Dopo di allora — è ancora Petrella che racconta ai pubblici ministeri Noviello e Sirleo — Bassolino non è più andato nella villa di Cortona. Io stesso ho dormito nel casale per la prima volta nel 2006 con la mia famiglia. Fino ad allora mia moglie pernottava in una locanda vicina».
Dell´intenso rapporto di una volta — l´oncologo era considerato uno dei tre uomini più potenti in Campania, con il politologo Mauro Calise e con l´avvocato Enrico Soprano, tutti considerati vicinissimi a Bassolino — restano i rancori e qualche caduta di stile. Nel verbale, a quanto si è appreso, Petrella parla infatti anche dell´imperturbabilità di Bassolino nei confronti dei «notevoli crediti» che l´oncologo avrebbe vantato nei suoi confronti. «I pranzi e i soggiorni — ha spiegato ai pm — venivano pagati da me e mai che lui mi abbia chiesto quanto mi doveva. Allorché lui mi invitava a cena, quando arrivava il conto lo allontanava da sè e lo indirizzava con l´intenzione di lasciare a me il pagamento».
Corriere del Mezzogiorno

A Milano è stato centrato un ‘5+1’ da 3,7 milioni di euro.
Nel 2008 quindici Paperoni. Esposto del Codacons

I festeggiamenti alla ricevitoria fortunata (Ansa)
I festeggiamenti alla ricevitoria fortunata (Ansa)

CATANIA – «Abbiamo vinto noi. Io di Catania e un amico di Ragusa. Grazie a tutti, presto ci faremo sentire». È il contenuto di una delle tre telefonate ricevute dalla ricevitoria di via Rapisardi, a Catania, dove è stato giocato il sistema da 100 milioni del Superenalotto. La voce anonima ha detto che è stato giocato un piccolo sistema. Anche nelle altre due telefonate è stata rivendicata la vittoria, ma la prima è considerata più credibile, sebbene non si escluda che possa trattarsi di mitomani. Ma un altro episodio è accaduto nella ricevitoria fortunata: un uomo giovanile dall’aspetto tipicamente mediterraneo e molto felice ha ordinato un vassoio di dolci da portare, a mano, alla ricevitoria di Catania dove è stata giocata la schedina vincente del Superenalotto. È quanto ha riferito una commessa di una pasticceria sita nelle vicinanze della tabaccheria dove venerdì si è registrata la vincita record al Superenalotto. I dolci sono stati felicemente consumati tanto dai gestori della ricevitoria, quanto dai tanti curiosi presenti nell’esercizio commerciale di viale Mario Rapisardi nel capoluogo etneo. La commessa della pasticceria rispondendo alle domande dei numerosi giornalisti e curiosi presenti ha detto che l’uomo è stato di poche parole ed è andato via subito a bordo di una moto di grossa cilindrata.

via Napoliaffari: Cittadini giornalisti: Vinto a Catania il jackpot da 100 milioni Il ‘6’ mancava da 6 mesi e 77 concorsi

Cass. sez. civ. sentenza n. 24018/08.

La Corte di Cassazione ha stabilito che anche se i figli hanno rinunciato volontariamente a un lavoro, non cessa l’obbligo del mantenimento da parte dei genitori.

I figli infatti, spiega la Corte di Cassazione anche se maggiorenni devono essere mantenuti finché non si realizzano e fino a quando non abbiano trovato un lavoro consono alle proprie “aspirazioni”.

Per la Cassazione: “l’obbligo di mantenimento dei figli tener conto delle capacità’, delle inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni; coniugazione la quale finisce del tutto svuotata di senso allorché, come nella prospettazione prescelta dal padre, la si pretende automaticamente paralizzata e risolta non appena il figlio, benché ancora adolescente, si accontenti di uno sbocco lavorativo qualsiasi anche se tradizionalmente scarsamente ambito nella stagione adolescenziale in quanto privo di prospettive di sviluppo, essendo invece quest’obbligo chiamato ad esprimersi finché le caratteristiche d’età del figlio, benché maggiorenne, si rendano compatibili con ansie di cambiamento e di accrescimento professionale e culturale”.

Da Saranno Avvocati la notizia qui

via Anche se maggiorenne va mantenuto il figlio che rinuncia al lavoro

Scuola: L’ipotesi di Calamandrei.

Pubblicato: ottobre 23, 2008 in napoli
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https://i1.wp.com/larabafenice.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/42681/immagine%20calamandrei.gifCalamandrei fu professore durante il fascismo, uno dei pochi a non avere nè chiedere mai la tessera del partito. Fondò il Partito d’Azione e fu membro della Consulta.

Nel 1950 fece un discorso sulla Scuola
L’ipotesi di Calamandrei.
“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.” Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

Cristiano Di Pietro, il figlio di primo letto del grande capo Idv è l’astro nascente del partito e il nuovo «boss» Attualmente Di Pietro jr, 34 anni, è consigliere provinciale Idv a Campobasso, naturalmente capogruppo, consigliere comunale a Montenero di Bisaccia, dipietropoli, e sicuro candidato alle regionali del 2011.
In più è di fatto il coordinatore ombra dell’Idv nella regione, nel senso che un coordinatore ufficiale c’era, il senatore Giuseppe Astore (ex dcdi lunga esperienza politica), ma si è dimesso proprio per via del pupillo. Ora al suo posto c’è un coordinatore più allineato (ma un importante esponente dell’Idv corregge: «appiattito»).
Come Berlusconi cura la “comunicazione a doppio binario” cosi Tonino, ha ben capito che c’era uno spazio vuoto tra i delusi del nostro paese e ci si è piazzato comodamente, cavalcando l’indignazione, ma alla stretta dei fatti usando le stesse logichedi sempre.

Oltre ad Antocri, la società immobiliare intestata ai figli, che sta comprando beni immobili in tutta italia fittandoli al partito, troviamo il solito familismo, ben celato.

via Di Pietro Padre Padrone come Mastella e Pecoraro Scanio | Napoli affari