Archivio per la categoria ‘la politica napoletana’

Sfiora il ridicolo la “convenscion” per la libertà di stampa, nella Chiesa di Santa Marta a Roma, aperta da Sandro Bondi e Daniela Santanchè.
Vittorio Feltri detto anche “Il re della bufala, l’imperatore dello scoop montato ad arte in nome e per conto del padrone-editore, il manganello di Berlusconi per amici e nemici, quello che fino ad oggi con la sua attività ha cambiato i connotati alla definizione di “libertà di stampa” in “libertà di stampa all’italiana” si lamenta verso i suoi editori di riferimento (non la gente): i politici.
Dice:
«Non vorrei deludervi, ma io ho grande ammirazione per i giornalisti di sinistra. Loro hanno i posti migliori, sono protetti dalle associazioni di categoria e i partiti di riferimento li coccolano. Sono eleganti, chic.
Noi poveri giornalisti di destra siamo abbandonati a noi stessi, alcuni dicono che puzziamo.
Se i politici di centrodestra non ci aiutano, non riusciremo mai a conquistare la nostra libertà».

Alla convenscion partecipavano anche altri geni dell’informazione: Maurizio Belpietro (altro bufalaro vedi il fresco falso attentato) e nientepocodimenochè Augusto Minzolini, l’uomo dei record, quello che riesce a perdere 500000 telespettatori a Rai1 ogni volta che comincia il TG1, per palese faziosità nelle azioni e nelle omissioni (quest’ultime sostituite dalle più inutili curiosità).

Feltri continua il suio sfogo:
“Gli esponenti di governo preferiscono rilasciare interviste al Corriere della Sera, più che al Giornale o a Libero, perché è più chic.”
No, caro Feltri, stanno solo grattando il barile di quel poco di credibilità rimasta al Corriere della Sera, che nasce come giornale che fa informazione ed ha lunga tradizione giornalistica da spendere, patrimonio che va assottigliandosi sotto la proprietà Berlusconiana.

«Non facciamo parte di quel sistema che ti fa far carriera, che ti protegge dai magistrati.”

In una vera democrazia nessuno può proteggerti dai magistrati se diffondi calunnie, bufale e notizie inventate (e non mi riferisco solo al caso Fini, basta cercarti su Wikipedia per avere l’elenco di tutte le cazzate che hai scritto a 9 colonne, poi smentite nei trafiletti accanto ai necrologi). Se tu sei un giornalista……….

Per la cronaca: mancava (solo) Fede (poi c’erano tutti).

File:Uomo di merda.jpgL‘uomo di merda nasce per una serie incredibile di motivi:   Bramosia di danaro, potere, ricatti, oppure per  pura e semplice fame. L’uomo di merda di solito ha un padrone, e detesta l’ “uomo libero” il suo naturale antagonista.

Amano circondarsi di bugie che leniscono il raro riaffiorare di un sentimento che non conoscono: la vergogna. Così magari si mettono all’ombra di un simbolo dove la parola libertà è stampata a caratteri cubitali.

Nella sostanza,  l’uomo di merda non conosce questa sensazione, è schiavo, del potere, dei soldi, o dei ricattatori, e l’unica libertà possibile è quella che bisogna garantire al proprio padrone, in modo che possa continuare libero nelle proprie scorribande.

L’uomo di merda non pensa, agisce e solitamente lo fa senza discutere. Non si pone domande sul proprio operato, perchè spesso ne ignora i risultati. In una Democrazia, in uno Stato, messi nei punti giusti, gli uomini di merda, permettono la nascita di un ospite che divorerà fino alla corteccia l’organismo ospitante. Inseriti negli apparati statali e democratici, non rispondono ne allo stato ne ai cittadini, ma ad un soggetto esterno che solitamente li tiene a libro paga e li protegge, in cambio della lenta ed inesorabile distruzione della funzione pubblica che tradiscono, protetti da norme sindacali che li rendono inamovibili, cementificando e creando cosi  in un tuttuno  lo “Statodimerda“.

Non rispondono del loro operato ai cittadini, ma al loro padrone occulto. Non c’è etica o deontologia che tenga, il padrone è il motivo più forte. Coscienza e vergogna, sono concetti astratti, e solitamente è roba da poveracci. Il padrone offre invece fruscianti banconote che leniranno le ferite per il proprio fallimento da uomini liberi.

Na ha alcuna importanza la collettività, il ruolo ricoperto e la funzione esercitata, l’uomo di merda tradisce le sue prerogative, anzi le mette in vendita. I funzionari di altri tempi “tutti di un pezzo” dei film del dopoguerra, sono durati 6 mesi. Oggi se non sei in vendita e non sei ricattabile,  non varchi nessun cancello, ne di aziende, ne di enti: assunzioni e concorsi truccati sono gestiti da altri uomini di merda che non gradiscono la preseza nei loro organici di uomini liberi e non ricattabili.

I Meridionali, celebrano l’Uomo di Merda. Chi riesce a deviare denaro pubblico sul proprio conto corrente è considerato un genio, ha poca importanza se quel denaro serviva a costruire una scuola o un asilo, un servizio pubblico essenziale: sono finiti nelle tasche del padrone locale, solitamente un uomo di merda che ha un padrone ancora più in alto che è molto più uomo di merda di lui. All’uomo di merda non basta lo Stato come associazione di “uomini liberi” che vivono nello stesso territorio e che hanno lo scopo di migliorare la vita collettiva.

L’uomo di merda, solitamente crea nuove associazioni intermedie tra lui e lo stato (per il quale spessissimo ha prestato giuramento).  A tali associazioni mette a disposizione le proprie prerogative e funzioni , nell’ambito dell’apparato statale, da scambiare con altre prerogative di altri soggetti iscritti.

Creano così una casta di soggetti privilegiati e che amplificano centinaia di volte il loro potere, dimenticando che si innestano sulla società reale, verso la quale sarebbero responsabili, se non esistessero norme che li rendono di fatto inamovibili, e pertanto a responsabilità limitata.

L’uomo libero riconosce come soggetto superiore solo lo Stato e le sue leggi.

L’Uomo di merda invece attraverso artifizi e raggiri elude.

Fanno parte della categoria Uomo di Merda:

  1. Dirigenti e funzionari pubblici che non rispettano il mandato popolare ma sono agli ordini di lobbies, potentati e politici.
  2. Giornalisti che hanno smesso di raccontare i fatti distorcendo ed omettendo la realtà, per conto e non in nome di un padrone occulto.
  3. Politici che hanno smesso di avere una propria opinione (è il minimo che si chiede ad un politico) ma dicono sempre si (yesman)
  4. Clerici pronti a sacrificare qualsiasi verità in nome del Dio Denaro.
  5. Politici che praticano il voto di scambio
  6. Persone che vendono il proprio voto
  7. Politici che rubano denaro pubblico
  8. Politici che rubano denaro pubblico con aggravante della destinazione
  9. Consulenti, amici, portaborse, portavoti, elettori consapevoli e collusi, di politici che rubano.
  10. Docenti che hanno perso il sacro fuoco dell’insegnamento
  11. Docenti che non pensano di elevare il livello di istruzione nel nostro paese, ma di fare selezione, diventando ermetici.
  12. Docenti che sono ermetici perchè non sanno un cazzo.
  13. Chiunque ricopra funzioni nell’apparato statale omettendo, falsificando, abusando, in nome proprio o conto terzi.
  14. Chiunque al punto 13. scambi le proprie prerogative con altri soggetti della stessa categoria.
  15. Chiunque ricopra ruoli istituzionali eseguendo ordini di un altro soggetto (prestanome).
  16. Chiunque pur conoscendo il valore di un principio Costituzionale, sui diritti della persona o sui necessari equilibri della democrazia, li mette in discussione per ordini altrui.
  17. Chiunque attenti alle libertà personali
  18. Chiunque attenti alle libertà personali per eseguire ordini altrui.
  19. Chiunque pone interessi personali o aziendali prima degli interessi della collettività.
  20. Chiunque sia a conoscenza di anche una sola di queste ipotesi e fa finta di niente.
  21. Chiunque si prostituisce per potere

[http://uomodimerda.wordpress.com/2009/09/14/come-nasce-l-uomo-di-merda/]

Naples, Castel Nuovo (Maschio Angioino) view f...
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NAPOLI (30 gennaio) – Sono in Campania gli assessori regionali più pagati. È un’inchiesta dell’Espresso, da cui risulta un dato sorprendente: in Campania lo stipendio di un assessore è quasi il doppio rispetto al presidente della Giunta, cioè 11.261 euro al mese contro 6.123.

I numeri sono snocciolati sul sito ufficiale della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative regionali, dove è pubblicato l’elenco degli stipendi netti mensili di ogni singola carica della Regione, dai presidenti di Giunta e Consiglio ai capigruppo consiliari, fino ai consiglieri regionali. I dati, che arrivano a distanza di pochi giorni da quelli riguardanti i compensi dei manager delle società miste della Regione, sono stati forniti dagli stessi Consigli e sono aggiornati al 18 dicembre 2008. Dall’elenco emerge che nessun’altra Regione paga agli assessori retribuzioni così alte. Immediatamente alle spalle degli stipendi campani, troviamo quelli degli assessori calabresi (9.508 euro al mese), valdostani (8.609 euro) e piemontesi (7.787 euro). Gli assessori più economici per le casse della Regione sono invece quelli umbri, che ogni mese trovano in busta paga «solo» 3.499 euro.

La Giunta regionale della Campaniacontesta le cifre pubblicate dal settimanale. L’entità dello stipendio degli assessori, spiegano, è regolata dalla legge regionale 13 del 1996 (e successive modifiche), che prevede l’indennità di carica e quella di funzione, oltre alla diaria mensile. Tre voci che, secondo i calcoli di Palazzo Santa Lucia, andrebbero a comporre una retribuzione di circa 8.900 euro al mese, euro più, euro meno. Inoltre, per gli assessori campani non sarebbe previsto alcun diritto ai rimborsi spese, che invece vanno ogni mese a rimpolpare la cifra netta percepita dagli assessori delle altre Regioni.

Resta la differenza con lo stipendio del presidente della Giunta, che non trova riscontro nel resto d’Italia. Ma anche per questo la Regione ha una spiegazione: il governatore, che a differenza degli assessori ha diritto a rimborsi spese fino a 6.265 euro al mese, è un consigliere regionale e il suo stipendio è a carico del bilancio dell’assemblea.

Il presidente del Consiglio regionale percepisce lo stesso stipendio del governatore, cioè 6.123 euro. Guadagnano di meno i presidenti di Commissione (5.455 euro) e i consiglieri (4.500 euro). Una cifra molto più bassa degli 8.508 euro incassati ogni mese dai componenti del parlamentino regionali calabrese, ma più alta dei 3.127 euro dei consiglieri marchigiani, rispettivamente in testa e in coda alla classifica degli stipendi.

E c’è uno studio della Uil sui bilanci preventivi delle Regioni: i costi di funzionamento del Consiglio regionale campano nel 2008 ammontano a 80 milioni e 760mila euro, cioè 14 euro per ogni cittadino della regione. Nella classifica delle assemblee regionali più costose, la Campania è al terzo posto, subito dopo il parlamentino siciliano (oltre 160 milioni di euro spesi nel 2008) e quello sardo (85 milioni).

[Il mattino – Napoli]

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Rosa Russo Iervolino with Antonio Bassolino
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NAPOLI (19 gennaio) – Sospesa per dieci minuti la seduta del Consiglio comunale di Napoli, dove il sindaco Rosa Russo Iervolino ha presentato la sua nuova giunta. Raggiunto il numero legale: 34 presenze su 61. Nella sua relazione, il sindaco ha parlato dei rapporti del Comune con la Romeo e della bufera giudiziaria che ha coivolto la sua giunta.

Sospesa la seduta. Il presidenente del Consiglio comunale Impegno ha deciso di interrompere per 10 minuti il Consiglio quando, al termine della relazione del sindaco (leggi il testo) Rosa Russo Iervolino, il consigliere del Pd Salvatore Guerriero si è alzato in piedi invitando il presidente del Consiglio comunale a far togliere lo striscione esposto dall’inizio della seduta dai consiglieri del centrodestra in cui è scritto «Liberiamo Napoli».  «Questo non è lo stadio» ha detto il presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno.

Raggiunto il numero legale. Alla prima verifica del numero legale, chiesta da Vincenzo Moretto per An, il Consiglio comunale ha fatto registrare 34 presenze su 61 consiglieri. Oltre a tutti gli esponenti del centro destra hanno abbandonato l’aula Gaetano Sannino dei Comunisti Italiani, Francesco Moxedano del Pd ed i due consiglieri di Italia dei Valori.

Le tensioni del Pd scaricate sulla mia amministrazione. «A Napoli si è aperta una discussione sul futuro dell’amministrazione comunale, in buona parte sincera e in buona strumentale, perchè si sono scaricate su di essa tensioni che riguardano in realtà altri organi istituzionali, tensioni fra i partiti della maggioranza e tensioni interne al mio stesso partito». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino leggendo la sua relazione di apertura del Consiglio comunale. «Il sindaco -ha aggiunto la Iervolino- ha cercato, per quanto ha potuto e saputo, di conciliare al meglio il rispetto di questo dibattito con l’autonomia che la legge gli impone e con la necessità di non far mancare il governo alla città in un momento certamente non facile, non solo per Napoli ma per tutto il Paese».

Sono rimasta per la Napoli onesta.
«La Napoli onesta e di sentimenti nobili esiste davvero: consolidiamola e facciamola emergere. Recuperiamo il senso alto e vero della politica, quello che spesso correntemente si autofedinisce politica è tutt’altra cosa ben più noiosa e misera. Non c’è alcuna enfasi nelle mie parole; ci credo davvero. È questo il motivo che mi ha indotto a rimanere superando critiche anche motivate e cattiverie ingiuste, ma facendo quello che credo essere semplicemente il mio dovere: adempiere al mandato popolare cercando di fare ogni giorno meglio e di più».

Il sindaco parla della bufera giudiziaria. Il sindaco torna a parlare della bufera giudiziaria che ha coinvolto il Comune e ribadisce che quanto successo «ha riguardato esclusivamente le persone, non ha coinvolto l’Organo». Ricorda la sua esperienza al Governo, con l’allora presidente del Consiglio, «uno dei migliori», Giuliano Amato. Ricorda Tangentopoli e ministri inquisiti. «Quei ministri sono stati immediatamente sostituiti ed il Governo ha continuato il suo lavoro – ha detto il sindaco – era così allora ed è così adesso perchè, se ci sono stati tentativi personali, certamente gravi di creare condizioni di favore nei riguardi di un concorrente alla futura gara, resta il fatto innegabile che nessuna gara è stata intrapresa dall’Amministrazione». Il primo cittadino aggiunge anche che «in una situazione più calma il problema si sarebbe potuto risolvere rapidamente sostituendo immediatamente gli assessori e non coinvolgendo la città in una vicenda mediatica che anche all’estero, un pò per spettacolarizzazione, un pò per evitarsi la fatica di cercare informazioni precise, un pò perchè tutto ciò che riguarda Napoli viene per pregiudizio enfatizzato, non ha certo giovato alla città».

Il rapporto Comune-Romeo.
«Non possiamo dimenticare che siamo in regime contrattuale e che occorre non fare passi falsi per non esporsi ad azioni di risarcimento danni». Così il sindaco in merito ai rapporti del Comune con la società Romeo. «La Giunta -ha spiegato il primo cittadino- ha deciso di compiere una puntuale e accurata rivisitazione del contratto in essere per la manutenzione degli immobili comunali, al fine di verificare ogni eventuale ipotesi migliorativa giuridicamente possibile. Occorre poi realizzare un salto di qualità nei controlli che non dovranno essere più soltanto sporadici e cartacei, ma continui, ispettivi e puntuali».

Quanto alla contrattazione in corso per la riscossione delle contravvenzioni, la Iervolino ha aggiunto che «occorre ricordare che la Romeo è vincitrice della gara, ma al fine di dare un chiaro segnale di discontinuità verranno esaminate tutte le ipotesi possibili: dall’interruzione delle trattative alla ulteriore revisione della bozza di accordo già frutto di lunghi e forti contrasti per tutelare al massimo gli interessi del Comune».

Parleremo con i giornalisti quando avremo qualcosa da dire. «Senza voler soffocare il dibattito sulle idee e sui programmi, la discussione e l’approfondimento politico e culturale, la Giunta parlerà soprattutto quando ha qualcosa di già compiuto da annunciare, aiutando la stampa a trascurare l’inutile gossip politico per dare più spazio alle idee, ai problemi reali e alle realizzazione concrete». Il sindaco ha spiegato che «l’apertura dei 10 Urp (uffici relazione con il pubblico) già pronti» faciliterà il lavoro di comunicazione con i cittadini. Il primo cittadino ha definito ciò come «una panchina rimessa in sesto in un giorno, diventata un pò il simbolo del nuovo rapporto con la stampa».

Bagarre in aula.
Già pochi minuti dopo l’inizio, il primo Consiglio comunale del dopo-rimpasto è subito entrato nel vivo: grida e slogan da entrambe le coalizioni hanno animato la seduta. I consiglieri dell’opposizione di Forza Italia e Alleanza Nazionale hanno urlato in aula «Dimissioni!», esponendo cartelli con slogan: «Liberiamo Napoli, siete alla frutta». Altri cori dai banchi della maggioranza che chiamano «buffoni» i colleghi dell’opposizione.

Proteste anche da parte di un consigliere dei Comunisti italiani, Gaetano Sannino che ha esposto la bandiera palestinese interrompendo anche lui il Consiglio. Hanno protestato anche alcuni esponenti dell’Associazione dei consumatori che assistono al Consiglio come pubblico.

Proteste fuori al Maschio Angioino. Associazioni, esponenti del Pdl e cittadini hanno inscenato delle proteste davanti al Maschio Angioino dove si svolgerà il consiglio comunale, nel corso del quale il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino presenterà la nuova giunta. Presso il gazebo del Pdl si raccolgono anche firme in favore delle dimissioni della Iervolino. La mobilitazione è partita ieri con una serie di iniziative per chiedere le dimissioni del sindaco.

La colletta. Una colletta per assicurare la liquidazione al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino: è una delle tante iniziative che oggi cittadini ed esponenti politici stanno mettendo in atto davanti al Maschio Angioino al fine di chiedere le dimissioni del primo cittadino di Napoli. L’idea della colletta è dell’associazione Noiconsumatori.

Il Mattino.

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NAPOLI
L’imprenditore Alfredo Romeo in carcere a PoggiorealeE’ deciso a dare battaglia, molto più sicuro di sé che nel primo interrogatorio. Il 23 dicembre, quando il gip Paola Russo e i pm dell’inchiesta «Magnanapoli» lo incontrano di nuovo in carcere, Alfredo Romeo usa toni a tratti aggressivi, a tratti sprezzanti quando parla degli assessori che, secondo l’accusa, corrompeva. E potrebbe addirittura essere interpretato come una minaccia quella che lancia durante la sua lunga premessa al confronto di tre ore e mezzo con i suoi accusatori.

Gli immobili del Comune
Dopo aver rivendicato l’efficienza della «Romeo» nella gestione degli immobili del Comune, l’imprenditore butta sul tavolo tutto il suo disprezzo nei confronti degli amministratori, non solo napoletani: «C’è una sorta di incompatibilità da parte della pubblica amministrazione nel gestire processi complessi, con l’interferenza micidiale dal punto di vista politico… Io potrei disegnarvi la mappa degli interessi elettorali attraverso i contratti di locazione… ereditati dal Comune di Napoli, o dal Comune di Roma. Sono sempre stati serbatoi dal punto di vista elettorale. Attenzione, noi viviamo in una città dove un avvocato viene ammazzato per recuperare il canone… noi ne gestiamo trentamila, con tutto quello che può significare andare a chiedere canoni a persone estremamente politicizzate».

Belzebù e gli assessori
Si lamenta, Romeo. Si sente preparato («Sono riuscito a leggere tutto – le carte dell’accusa, ndr – con la massima concentrazione possibile in questo posto…»), per poi dichiararsi un perseguitato: «Sono riuscito a leggere una serie di quotidiani e farmi un’idea su questo personaggio (se stesso, ndr), questo Belzebù che vorrei chiarire chi sia davvero». Chiariamo pure, dice il pm, a cominciare dai rapporti con gli amministratori indagati. «Vuole un mio parere personale? Se lo lascia dentro il computer e non esce da questa stanza: incapaci». Giura che erano loro, gli assessori, a cercar lui, non il contrario. Al pm che gli chiede se i politici fossero «amici che le venivano a chiedere un consiglio o nemici che venivano a chiedere un accordo», risponde: «Io ero sempre in guardia». Pm: «Ci dica perchè si doveva proteggere da queste persone». Romeo: «Nella dimensione locale non ne avevo motivo, comunque stavo sempre in guardia». Pm: «E i politici nazionali?». Risposta: «Erano tutti uguali». Pm: «Durante il precedente interrogatorio lei li ha definiti “jene”. Quel termine è riferito alla situazione locale, a quella nazionale o a etrambe?». Romeo: «E’ in genere quel termine lì».

«Aggredito dai politici»
Romeo, naturalmente, protesta la sua innocenza, anche negli altri processi che in passato l’hanno visto coinvolto. «Il mio destino – dice – è di essere sempre imputato per una cosa (appalti, ndr) che non si fa». Allude al fatto che l’”affaire” da 400 milioni di euro della Global Service, il sistema integrato per la manutenzione delle strade di Napoli, in realtà non è mai decollato. Poi insiste sui politici: il vero motivo di tutti i rapporti con loro, spiega, è l’autodifesa: «… Io mi servo di questo solo per difendermi nelle gare, null’altro! Solo per difendermi dal fatto che non mi aggrediscano». E racconta ad esempio dell’appalto che si aggiudicò a Roma per la gestione del patrimonio immobiliare del Comune: «Non ero io che dovevo vincere! – esclama rivolto ai magistrati -. Chiamatevi Rutelli (sindaco all’epoca dei fatti, ndr), non ero io che dovevo vincere! Hanno trovato il cilindro aperto e hanno trovato il prezzo migliore… mi sono trovato vincitore con l’ira della Lanzillotta (Linda Lanzillotta, ministro degli Affari regionali nel Governo Prodi, ndr) e Rutelli». E a Milano? La stessa cosa: «Ho vinto la prima volta, la questione è finita in Giunta… Albertini (sindaco dell’epoca, ndr) in Giunta ha detto: “Questo camorrista di Napoli amico di Bassolino non può venire”. Ah, gli atti! Andatevi a prendere gli atti del Comune di Milano! Ho fatto ricorso e loro: “Ah, che facciamo? Siccome c’è Edilnord (concorrente all’appalto, ndr) non può perdere Edilnord perchè non può vincere Romeo. E siccome Romeo è bravo e se facciamo un’altra gara vince lo stesso, spacchiamo i lotti, ne facciamo tre così anche se vince Romeo noi ce lo teniamo fra le scatole però entra Edilnord…».

«Buon rapporto con De Mita»
I magistrati insistono per approfondire i rapporti fra l’imprenditore e politici di rango della Margherita. De Mita? «Ho un ottimo rapporto». Rutelli? «L’avrò visto in vita mia sì e no una volta, non ho alcun rapporto diretto con lui. Ho gestito il patrimonio immobiliare del Comune di Roma nei primi cinque anni. Non sono mai andato a parlare con il sindaco (Rutelli, ndr), né il sindaco ha parlato con me». Strano, osservano i magistrati, visto che Romeo partecipava alla vita del partito. «Sì – ammette l’imprenditore -. Avevo quote nei giornali l’Indipendente, che ho ceduto quadagnandoci, e il Riformista, che ho venduto anche lì guadagnandoci». Oltre a Europa, il quotidiano organo della Margherita. «Lei ha sponsorizzato un congresso della Margherita?», chiede il pm. Risposta: «Sì». Pm: «Dove appariva la sua…». Romeo: «Non è che doveva apparire. Mi hanno solamente telefonato un sacco di persone per dirmi che in tv c’erano stati cinque o sei passaggi…». Pm: «Di Romeo Gestioni (si riferisce l’mmagine del logo, ndr)?». Romeo: «Sì». E poi il pm vuole sapere di un incontro con l’ex ministro dell’Istruzione Fioroni, anche lui Margherita. «Sono stato da lui su richesta di Gambale (assessore di Napoli finito in carcere, ndr) perchè Fioroni dal ministero doveva aderire a una convenzione Consip (società del ministero delle Finanze che gestisce i sistemi informativi e la razionalizzazione degli acquisti nella pubblica amministrazione, ndr). Ma l’adesione non è mai avvenuta». Chiede il pm: «L’idea dell’incontro partì da Gambale o da Fioroni?». Risponde Romeo: «Secondo me Gambale l’ha proposto a Fioroni… Guardi, io ho imparato che in politica… giocano».

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Comune di Napoli
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Napoli, indagati sei amministratori del Comune
Pm ipotizza reato di peculato per uso improprio delle auto blu
(ANSA) – NAPOLI, 20 DIC – Sei amministratori del Comune di Napoli risultano indagati a chiusura delle indagini sull’uso improprio delle auto blu. Si tratta di due assessori attualmente in carica e di quattro di precedenti giunte. Tra gli attuali amministratori – secondo quanto riferiscono organi di stampa – il provvedimento riguarderebbe gli assessori alla Nettezza Urbana (uno del Pd e uno di Prc). I quattro ex assessori sono del Pd, dell’Udeur e del Pdci. Il pm ipotizza il reato di peculato.

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Campania, l’inflazione galoppa.

A settembre parte l’iniziativa dal produttore al consumatore Campania, aumenta l'inflazioneCampania, aumenta l’inflazione
Il carrello della spesa diventa sempre più caro e i prezzi alle stelle di pane e pasta fanno profilare una vera emergenza. A luglio secondo i dati Istat è arrivata una nuova stangata sui beni di prima necessità.

Napoli è risultata la città più cara dopo Cagliari, con più 4,6% su base annua.

E la Regione Campania, per frenare questa ondata di aumenti tenta di affidarsi ad una task force che a settembre darà il via a “Filiera corta”.

“Un progetto che valorizza il concetto “dal produttore al consumatore”, saltando i passaggi di intermediazione”, affermano i tecnici dell´Osservatorio prezzi di Santa Lucia.

Non sarà proprio facile mettere d´accordo produttori e commercianti, ma l´obiettivo è che sul territorio campano i generi alimentari arrivino dritto sui banchi del mercato e della piccola distribuzione.

Una serie di rialzi che non lasciano indifferente l’Antitrust: dopo aver chiuso a giugno l’istruttoria sul pane e avviato quella sulla pasta, sta esaminando le condotte di prezzo in altri comparti del settore agroalimentare, in particolare il latte.

“Il latte è un grosso problema – ha dichiarato Catricalà presidente dell’Antitrust – Stiamo monitorando un prezzo che è tornato dopo tre anni ad aumentare vertiginosamente anche per forme collusive, ma senza prove non può partire nessuna istruttoria”.

Per il momento si parla di indagine conoscitiva per cercare di tenere sotto controllo, aumenti indiscriminati dei prodotti, soprattutto di quelli di prima necessità.
Dai dati raccolti dall’Antitrust sembra che nella filiera del latte, durante il processo di trasformazione, si verifichi un aumento che è del 200 per cento rispetto al costo di produzione, con picchi anche del 300.

Perchè quindi non ritornare alla vecchia abitudine di andare a prendere il latte direttamente dagli allevatori (quei pochi ancora rimasti)?

Ma l’allarme prezzi non riguarda solo gli alimentari, ma anche l’energia – dai carburanti (più 1,3 per cento) alle bollette di luce e gas (più 3,6 per cento e più 1,1 per cento). Non sono da meno i tabacchi ( più 2,7 per cento).
E nel momento clou dell’estate, l’Istat conferma anche il caro-spiaggia con ombrelloni sdraio e lettini in rialzo del 9 per cento e i pacchetti vacanza in crescita del 10,9 per cento.

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    Sabato 23 Febbraio in piazza Dante a Napoli, dalle 12:00 a 00:00, avrà vita Il Giorno del Rifiuto!

    Artisti, scienziati, cittadini si alterneranno sul palco per parlare con chiarezze e con documentazioni scientifiche della situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania.

    Sarà una giornata dipura informazione perchè scevra da ogni tipo di interesse se non quello per una vita sana, pulita e giusta per tutti ma proprio tutti.

    Questo evento è stato organizzato senza sponsor di nessun tipo, è un evento finanziato da semplici e onesti cittadini di Napoli, della Campania e d’Italia che con un euro per uno hanno creato una giornata che non avrà precedenti.

    Saranno con noi Beppe Grillo, Franca Rame, Alex Zanotelli,

    Maurizo Pallante, Dott. Gentilini, Paul Connet, Prof. Lucarelli, il dott. Comella, il dott. Marfella, il prof. Ortolani, il prof. De Medici, Alessandro Iacuelli

    Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Sasà Mendoza and quartet jazz, Spakka-Neapolis 55, Nello Daniele, Polo La Famiglia, Capone & Bungt Bangt, Enzo La Gatta e le nuove nacchere rosse, Giovanni Block e Masnada, Antonio Diana, Peter’s Gospel Choir, Anna Troise, Zorama, Impact e tanti altri…

    Questo evento ci deve dare soprattutto speranza, quella speranza che politici, cammorristi imprenditori corrotti hanno cercato così fortemente di toglierci. Fortunatamente gli è andata male, ma proprio male!

    La città di Napoli è pronta a riprendersi la speranza che gli appartine, la sua intelligenza, la sua cultura e soprattutto la sua umanità. Se le persone sono unite nella loro passione, forza e fiducia non c’è politico o ostacolo che le possa fermare.

    Questi non-uomini, zombi mangia soldi e ossigeno che si fanno chiamare “politici” saranno spazzati via dalla speranza degli uomini in un sogno più alto, condiviso, giusto e felice.

    Mentre noi differenziamo, riusiamo, recicliamo comprando ogni cosa con intelligenza e accortezza, mentre noi raccogliamo l’umido per fare dell’ottimo compost… gli inceneritori rimarranno delle cattedrali nel deserto attraverso le quali si potrà vedere le opere dei non-uomini politici che ci ricorderanno sempre le nostre disattenzioni di uomini affinchè ciò non avvenga mai più.

    Il 23 febbraio sarà un altro giorno di libertà che tutti con fatica, impegno e divertimento ci stiamo riconquistando. Il cambiamento è già inziato…

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        Video Spot per il Giorno del Rifiuto,Piazza Dante 23 Febbraio ore 12/00