Archivio per la categoria ‘Presidente Bassolino’

Rosa Russo Iervolino with Antonio Bassolino
Image via Wikipedia

NAPOLI (19 gennaio) – Sospesa per dieci minuti la seduta del Consiglio comunale di Napoli, dove il sindaco Rosa Russo Iervolino ha presentato la sua nuova giunta. Raggiunto il numero legale: 34 presenze su 61. Nella sua relazione, il sindaco ha parlato dei rapporti del Comune con la Romeo e della bufera giudiziaria che ha coivolto la sua giunta.

Sospesa la seduta. Il presidenente del Consiglio comunale Impegno ha deciso di interrompere per 10 minuti il Consiglio quando, al termine della relazione del sindaco (leggi il testo) Rosa Russo Iervolino, il consigliere del Pd Salvatore Guerriero si è alzato in piedi invitando il presidente del Consiglio comunale a far togliere lo striscione esposto dall’inizio della seduta dai consiglieri del centrodestra in cui è scritto «Liberiamo Napoli».  «Questo non è lo stadio» ha detto il presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno.

Raggiunto il numero legale. Alla prima verifica del numero legale, chiesta da Vincenzo Moretto per An, il Consiglio comunale ha fatto registrare 34 presenze su 61 consiglieri. Oltre a tutti gli esponenti del centro destra hanno abbandonato l’aula Gaetano Sannino dei Comunisti Italiani, Francesco Moxedano del Pd ed i due consiglieri di Italia dei Valori.

Le tensioni del Pd scaricate sulla mia amministrazione. «A Napoli si è aperta una discussione sul futuro dell’amministrazione comunale, in buona parte sincera e in buona strumentale, perchè si sono scaricate su di essa tensioni che riguardano in realtà altri organi istituzionali, tensioni fra i partiti della maggioranza e tensioni interne al mio stesso partito». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino leggendo la sua relazione di apertura del Consiglio comunale. «Il sindaco -ha aggiunto la Iervolino- ha cercato, per quanto ha potuto e saputo, di conciliare al meglio il rispetto di questo dibattito con l’autonomia che la legge gli impone e con la necessità di non far mancare il governo alla città in un momento certamente non facile, non solo per Napoli ma per tutto il Paese».

Sono rimasta per la Napoli onesta.
«La Napoli onesta e di sentimenti nobili esiste davvero: consolidiamola e facciamola emergere. Recuperiamo il senso alto e vero della politica, quello che spesso correntemente si autofedinisce politica è tutt’altra cosa ben più noiosa e misera. Non c’è alcuna enfasi nelle mie parole; ci credo davvero. È questo il motivo che mi ha indotto a rimanere superando critiche anche motivate e cattiverie ingiuste, ma facendo quello che credo essere semplicemente il mio dovere: adempiere al mandato popolare cercando di fare ogni giorno meglio e di più».

Il sindaco parla della bufera giudiziaria. Il sindaco torna a parlare della bufera giudiziaria che ha coinvolto il Comune e ribadisce che quanto successo «ha riguardato esclusivamente le persone, non ha coinvolto l’Organo». Ricorda la sua esperienza al Governo, con l’allora presidente del Consiglio, «uno dei migliori», Giuliano Amato. Ricorda Tangentopoli e ministri inquisiti. «Quei ministri sono stati immediatamente sostituiti ed il Governo ha continuato il suo lavoro – ha detto il sindaco – era così allora ed è così adesso perchè, se ci sono stati tentativi personali, certamente gravi di creare condizioni di favore nei riguardi di un concorrente alla futura gara, resta il fatto innegabile che nessuna gara è stata intrapresa dall’Amministrazione». Il primo cittadino aggiunge anche che «in una situazione più calma il problema si sarebbe potuto risolvere rapidamente sostituendo immediatamente gli assessori e non coinvolgendo la città in una vicenda mediatica che anche all’estero, un pò per spettacolarizzazione, un pò per evitarsi la fatica di cercare informazioni precise, un pò perchè tutto ciò che riguarda Napoli viene per pregiudizio enfatizzato, non ha certo giovato alla città».

Il rapporto Comune-Romeo.
«Non possiamo dimenticare che siamo in regime contrattuale e che occorre non fare passi falsi per non esporsi ad azioni di risarcimento danni». Così il sindaco in merito ai rapporti del Comune con la società Romeo. «La Giunta -ha spiegato il primo cittadino- ha deciso di compiere una puntuale e accurata rivisitazione del contratto in essere per la manutenzione degli immobili comunali, al fine di verificare ogni eventuale ipotesi migliorativa giuridicamente possibile. Occorre poi realizzare un salto di qualità nei controlli che non dovranno essere più soltanto sporadici e cartacei, ma continui, ispettivi e puntuali».

Quanto alla contrattazione in corso per la riscossione delle contravvenzioni, la Iervolino ha aggiunto che «occorre ricordare che la Romeo è vincitrice della gara, ma al fine di dare un chiaro segnale di discontinuità verranno esaminate tutte le ipotesi possibili: dall’interruzione delle trattative alla ulteriore revisione della bozza di accordo già frutto di lunghi e forti contrasti per tutelare al massimo gli interessi del Comune».

Parleremo con i giornalisti quando avremo qualcosa da dire. «Senza voler soffocare il dibattito sulle idee e sui programmi, la discussione e l’approfondimento politico e culturale, la Giunta parlerà soprattutto quando ha qualcosa di già compiuto da annunciare, aiutando la stampa a trascurare l’inutile gossip politico per dare più spazio alle idee, ai problemi reali e alle realizzazione concrete». Il sindaco ha spiegato che «l’apertura dei 10 Urp (uffici relazione con il pubblico) già pronti» faciliterà il lavoro di comunicazione con i cittadini. Il primo cittadino ha definito ciò come «una panchina rimessa in sesto in un giorno, diventata un pò il simbolo del nuovo rapporto con la stampa».

Bagarre in aula.
Già pochi minuti dopo l’inizio, il primo Consiglio comunale del dopo-rimpasto è subito entrato nel vivo: grida e slogan da entrambe le coalizioni hanno animato la seduta. I consiglieri dell’opposizione di Forza Italia e Alleanza Nazionale hanno urlato in aula «Dimissioni!», esponendo cartelli con slogan: «Liberiamo Napoli, siete alla frutta». Altri cori dai banchi della maggioranza che chiamano «buffoni» i colleghi dell’opposizione.

Proteste anche da parte di un consigliere dei Comunisti italiani, Gaetano Sannino che ha esposto la bandiera palestinese interrompendo anche lui il Consiglio. Hanno protestato anche alcuni esponenti dell’Associazione dei consumatori che assistono al Consiglio come pubblico.

Proteste fuori al Maschio Angioino. Associazioni, esponenti del Pdl e cittadini hanno inscenato delle proteste davanti al Maschio Angioino dove si svolgerà il consiglio comunale, nel corso del quale il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino presenterà la nuova giunta. Presso il gazebo del Pdl si raccolgono anche firme in favore delle dimissioni della Iervolino. La mobilitazione è partita ieri con una serie di iniziative per chiedere le dimissioni del sindaco.

La colletta. Una colletta per assicurare la liquidazione al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino: è una delle tante iniziative che oggi cittadini ed esponenti politici stanno mettendo in atto davanti al Maschio Angioino al fine di chiedere le dimissioni del primo cittadino di Napoli. L’idea della colletta è dell’associazione Noiconsumatori.

Il Mattino.

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PETRELLA E BASSOLINO DIETRO LA CASA DI CORTONA LA FINE DI UN´AMICIZIA

NAPOLI — Il Riesame dà ragione alla Procura. Il sequestro degli oggetti trovati in casa dell´oncologo Pino Petrella è valido. Il collegio, del quale, oltre ad Annalisa De Tollis e Antonia Napolitano Tafuri faceva parte anche l´ex pm di Catanzaro Luigi de Magistris, ha respinto il ricorso dei legali dell´ex parlamentare diessino. L´assegno di 81 milioni di lire elargito da Bassolino a Petrella potrà dunque essere utilizzato dalla pubblica accusa per gli accertamenti patrimoniali che riguardano il governatore della Campania, a giudizio per nel processo sulle presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti. Contro la decisione del Riesame i legali ricorreranno in Cassazione. «Non tanto — dice l´avvocato Manlio Pennino, che aveva presentato istanza di dissequestro insieme all´avvocato Bruno Von Arx — per interesse del professore Petrella, che in questa vicenda è stato ascoltato solo come persona informata dei fatti e non è indagato, quanto per affermare un principio. Ovvero: la perquisizione può essere successiva all´esistenza di un indizio, non finalizzata a raccogliere la notitia criminis ».
Intanto, spuntano nuove indiscrezioni dalla deposizione resa il 6 ottobre scorso dall´oncologo ai titolari dell´inchiesta: Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Durante l´udienza del Riesame, infatti, i pubblici ministeri hanno depositato il verbale di una deposizione dell´oncologo ed ex parlamentare Ds.
Racconta crudamente la fine di una grande amicizia. Risale a tre giorni dopo l´emissione di un altro avviso di garanzia nei confronti del presidente della giunta regionale della Campania. Petrella ripercorre tutta la storia del suo rapporto con Bassolino, l´affetto di vecchia data che lo legava al governatore e che ha subito un primo, duro scossone nel 2001. «Quando — ha raccontato ai magistrati — Ciriaco De Mita aprì una crisi politica per far fuori Teresa Armato dall´assessorato alla Sanità. Io la difesi, Bassolino no». Armato fu soppiantata poi da Rosalba Tufano a palazzo Santa Lucia.
«Nel 2005 — riferisce ancora l´oncologo ai magistrati — la definitiva rottura». Marcello Taglialatela, deputato di An, divulga i verbali delle intercettazioni telefoniche della Guardia di Finanza di due anni prima. In essi l´oncologo raccomanda a Pierluigi Cerato, manager della Asl Napoli 2, la nomina di un direttore sanitario. Su Petrella si abbatte una bufera mediatica. Bassolino lo lascia al suo destino con un gelido commento: «Pino ha sbagliato nel merito e nel metodo». Fine di un´amicizia.
«Dopo di allora — è ancora Petrella che racconta ai pubblici ministeri Noviello e Sirleo — Bassolino non è più andato nella villa di Cortona. Io stesso ho dormito nel casale per la prima volta nel 2006 con la mia famiglia. Fino ad allora mia moglie pernottava in una locanda vicina».
Dell´intenso rapporto di una volta — l´oncologo era considerato uno dei tre uomini più potenti in Campania, con il politologo Mauro Calise e con l´avvocato Enrico Soprano, tutti considerati vicinissimi a Bassolino — restano i rancori e qualche caduta di stile. Nel verbale, a quanto si è appreso, Petrella parla infatti anche dell´imperturbabilità di Bassolino nei confronti dei «notevoli crediti» che l´oncologo avrebbe vantato nei suoi confronti. «I pranzi e i soggiorni — ha spiegato ai pm — venivano pagati da me e mai che lui mi abbia chiesto quanto mi doveva. Allorché lui mi invitava a cena, quando arrivava il conto lo allontanava da sè e lo indirizzava con l´intenzione di lasciare a me il pagamento».
Corriere del Mezzogiorno

POLITICA

| Napoli – “Come si può pensare di far approvare una variazione di bilancio in piena estate quando poi la stessa Giunta regionale sperpera un miliardo di euro in progetti inutili?”.
E’ quanto ha affermato il vicepresidente del Consiglio Regionale della Campania, Salvatore Ronghi.
“Probabilmente è il caso di annullare la seduta consiliare convocata per domani che serve solo per tentare di approvare una variazione di bilancio volta a favorire qualche assessore – ha proseguito Ronghi -, assessori che sperperano i fondi europei usurpando un potere che è proprio del Consiglio, cioè quello della programmazione, così come è emerso dalla gestione del Parco-progetti”.
Per l’esponente del M.P.A. “bisogna fare chiarezza e bisogna farla non in alberghi e simili, ma nella sede propria del Consiglio regionale, ecco perché credo che se la maggioranza di centrosinistra domani vorrà discutere solo di variazione di bilancio è meglio che resti a casa perché non glielo consentiremo”.

Fonte : comunicato stampa

Bassolino o’ bbiond

Pubblicato: giugno 18, 2008 in napoli, Presidente Bassolino
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Bassolino, 10 giorni fa
Bassolino, 10 giorni fa
Bassolino, oggi
Bassolino, oggi

NAPOLI – Pima e dopo Nella foto a sinistra, Antonio Bassolino ritratto nel corso di un incontro ufficiale il 10 giugno. La foto a destra, invece, è stata scattata ieri a Eboli Sembra tornato ai tempi del Pci e dei picchettaggi davanti alle fabbriche Antonio Bassolino, con quella chioma che si è fatta di nuovo scura. Sì, il governatore ha cambiato colore ai suoi capelli e ha dato un taglio al grigio perla che lo contraddistingueva da qualche tempo. L’operazione cambio di look è sicuramente opera di Antonio Esposito, da anni barbiere di fiducia del governatore con tanto di bottega sotto casa Bassolino. Esposito è uno dei barbieri più chic e frequentati di Napoli: da lui passano frotte di politici, imprenditori, professionisti e giornalisti.

Ma il suo cliente «doc» è proprio Bassolino, al quale, da un giorno all’altro, cambiò la posizione della scriminatura, spostandola dal centro al lato e conferendogli un’aria più borghese o, per meglio dire, «posillipina». Anche perché Antonio è uno dei custodi delle tradizioni popolari e nobili di Posillipo, tanto da essere giunto già al suo quinto libro (denso di emozioni e di aneddoti su luoghi e persone) dedicato al quartiere collinare a picco sul mare. Un volume il cui ricavato andrà ancora una volta ai bambini e agli ospedali africani e nel quale Esposito ricorda la Napoli che fu: una città che vive solo nei ricordi.

Me ne sto in silenzio……
certo brucia la mancanza di democrazia, ma d’altro canto cerco di fare mente locale sul significato di questa parola nelle amministrazioni, negli uffici ed aziende statali ed a partecipazione statale dove quella parola ha assunto la forma di Oligarchia.
Il Comunismo, una parola che purtroppo trasforma i rivoluzionari in Oligarchi, divinità assolute che volano su un infinita distesa di teste, messe tutte sullo stesso piano.
Nelle maglie di questo falso ideologico si innestano tutte le ingiustizie, il nepotismo, l’ingerenza delle autorità ecclesiastiche nella vita delle istituzioni attraverso inserimenti lavorativi strategici di soggetti facenti capo alle varie Curie.
Chi può avere la forza di contrastare la lobbie più potente del mondo? Chi ha lo stesso potere persuasivo? Veltroni? Di Pietro?, comprimari che recitano ad arte la parte degli oppositori,
Questa bugia ideologica regna a Napoli da anni, così in nome dell’uguaglianza della base c’è la staticità assoluta.
Non si fa niente, non si raccologono nemmeno i rifiuti per strada, imbrigliati in una serie di limiti legali invalicabili, e dagli interessi dei gruppi economici, della criminalità, delle amministrazioni e dei burocrati…..(quando i soggetti non si cumulano).
L’Italia, ribadisco, è fatta ad orticelli. E’ una forma mentis.
Ognuno che ha un potere, nel nostro paese, anche il più ridicolo, cerca di metterlo a frutto per scopi personali.
Così ho visto infermieri diventare onorevoli, ho visto anarchici comprare voti, comunisti che hanno scambiato i propri interessi con l’ideologia, ho visto la camorra, l’anticamorra, la camorra-anticamorra e l’anticamorra-camorra. La realtà ha spesso superato la fantasia, ed ognuno indossa il suo vestito in questo caos gigantesco che ti doveva portare al potere.

Sarà che oramai sono stanco e deluso, ma in questo momento rimani …. l’unica soluzione possibile.

feliceiovino

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    Sabato 23 Febbraio in piazza Dante a Napoli, dalle 12:00 a 00:00, avrà vita Il Giorno del Rifiuto!

    Artisti, scienziati, cittadini si alterneranno sul palco per parlare con chiarezze e con documentazioni scientifiche della situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania.

    Sarà una giornata dipura informazione perchè scevra da ogni tipo di interesse se non quello per una vita sana, pulita e giusta per tutti ma proprio tutti.

    Questo evento è stato organizzato senza sponsor di nessun tipo, è un evento finanziato da semplici e onesti cittadini di Napoli, della Campania e d’Italia che con un euro per uno hanno creato una giornata che non avrà precedenti.

    Saranno con noi Beppe Grillo, Franca Rame, Alex Zanotelli,

    Maurizo Pallante, Dott. Gentilini, Paul Connet, Prof. Lucarelli, il dott. Comella, il dott. Marfella, il prof. Ortolani, il prof. De Medici, Alessandro Iacuelli

    Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Sasà Mendoza and quartet jazz, Spakka-Neapolis 55, Nello Daniele, Polo La Famiglia, Capone & Bungt Bangt, Enzo La Gatta e le nuove nacchere rosse, Giovanni Block e Masnada, Antonio Diana, Peter’s Gospel Choir, Anna Troise, Zorama, Impact e tanti altri…

    Questo evento ci deve dare soprattutto speranza, quella speranza che politici, cammorristi imprenditori corrotti hanno cercato così fortemente di toglierci. Fortunatamente gli è andata male, ma proprio male!

    La città di Napoli è pronta a riprendersi la speranza che gli appartine, la sua intelligenza, la sua cultura e soprattutto la sua umanità. Se le persone sono unite nella loro passione, forza e fiducia non c’è politico o ostacolo che le possa fermare.

    Questi non-uomini, zombi mangia soldi e ossigeno che si fanno chiamare “politici” saranno spazzati via dalla speranza degli uomini in un sogno più alto, condiviso, giusto e felice.

    Mentre noi differenziamo, riusiamo, recicliamo comprando ogni cosa con intelligenza e accortezza, mentre noi raccogliamo l’umido per fare dell’ottimo compost… gli inceneritori rimarranno delle cattedrali nel deserto attraverso le quali si potrà vedere le opere dei non-uomini politici che ci ricorderanno sempre le nostre disattenzioni di uomini affinchè ciò non avvenga mai più.

    Il 23 febbraio sarà un altro giorno di libertà che tutti con fatica, impegno e divertimento ci stiamo riconquistando. Il cambiamento è già inziato…

    1.  
        Video Spot per il Giorno del Rifiuto,Piazza Dante 23 Febbraio ore 12/00
  • “In questa vergognosa emergenza rifiuti determinata dall’incapacità del centrosinistra, vorrei mettere in risalto un caso gravissimo di conflitto di interessi che se corrispondesse al vero rileverebbe l’ennesimo episodio che forse non ha risvolti legali ma sicuramente ne ha dal punto di vista morale e politico”.
    Così ieri, nel corso del suo intervento in Aula il capogruppo campano di An Enzo Rivellini che, carte alla mano ha rivelato che “la famiglia Romiti, cui fa capo la Fibe, la società che con la Regione ha sottoscritto il famigerato contratto per il termovalorizzatore e lo smaltimento provvisorio dei rifiuti, ha un fondo di Traviat private equity che si occupa di investire ed acquistare partecipazioni in aziende”.
    “Il fondo si chiama Pentar  – ha raccontato l’esponente del partito di Fini – e la sede legale di questo fondo è stata, o forse è ancora, in via Melisurgo, a Napoli, presso lo studio dell’avvocato Soprano, che mi pare sia lo stesso consulente della Regione che, a detta del Presidente Bassolino, ha stilato il contratto con la Fibe che il Governatore ha detto di non aver letto, ma ha firmato”.
    “Se tutto ciò che denuncio corrisponde al vero – ha concluso Rivellini – ci troveremmo dinanzi ad un gravissimo ed inaccettabile conflitto d’interessi che si nasconde dietro la catastrofe ‘rifiuti’ che investe da anni la Campania”.