Archivio per la categoria ‘questione meridionale’

Secondo Enrico Letta i fatti accaduti oggi alla festa di Torino del PD sono un fatto di sicurezza.

Non ha minimamente idea di cosa pensa la gente che lo ha votato per 50 anni. Si c’era un problema di sicurezza a Torino, c’erano degli intrusi sul palco. Questo problema di sicurezza lo abbiamo da sempre.

La concezione di democrazia fatta con i manganelli.

L’opposto di quello che c’è bisogno nel nostro paese era sul palco.

Ho visto scintillare i manganelli .

Qualche burocrate sotto la tenda applaude ed il popolo fuori che oramai è esasperato e urla.

Per il nipotino di Gianni Letta il suo ex popolo (li manderemo a casa finalmente) è  “antidemocratico”.

Bonanni ha firmato in contrattazione separata l’accordo di pomigliano dimostrando ancora una volta che nel regime attuale, il sindacato non ha ragione di esistere, al “padrone” basta comprare una delle sigle per fare quello che vuole, anzi potrebbe anche costituire un finto sindacato che alla bisogna chiama a firmare qualsiasi deroga ai diritti civili conquistati in secoli di lotta per i diritti del lavoro.

Letta, Toto Riina nei prossimi giorni non ha impegni, se vuoi invitarlo sul tuo palco, vedrai le stesse dimostrazioni che a te non piacciono.

Questi sono davvero lontani dalla gente, pagheranno, caro e tutto (ehh il vecchio, caro “voto utile”).

Andate a casa!

[napoliaffari.com]

Capodichino Airport
Image by Martin Dixon via Flickr

L’equipaggio era diretto a Capodichino. Sono partiti comunque per Malpensa, anche se in ritardo

NAPOLI – Una rapina in stile Far West, con assalto al pulmino che portava in aeroporto un equipaggio della compagnia aerea Air One. E’ accaduto questa mattina a Napoli: una banda di rapinatori armati e mascherati ha bloccato il mezzo a bordo del quale viaggiavano sei dipendenti della compagnia, che dal centro della città dovevano raggiungere l’aeroporto di Capodichino. Il «fuori programma» ha anche fatto slittare di circa 40 minuti la partenza del volo per Malpensa, a bordo del quale lo staff Air One doveva lavorare.


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OROLOGI E BRACCIALI – I rapinatori erano in quattro, con il volto coperto da caschi e sciarpe. L’assalto poco dopo le 6 del mattino, in piazza di Vittorio. Uno dei rapinatori era anche armato di pistola. Orologi, anche Cartier, il bottino: i rapinatori hanno portato via ad un membro dello staff un orologio Cartier del valore di 4mila euro, ad un altro un bracciale ed un orologio Cartier, assicurati, del valore complessivo di 12mila euro. Non è la prima volta che equipaggi di compagnie aeree, a Napoli, vengono rapinati durante il tragitto che li conduce allo scalo partenopeo. Lo staff dell’Air One, pur di non creare disagi, ha deciso, comunque, di partire, in servizio, per Milano.

01 marzo 2009

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NAPOLI
L’imprenditore Alfredo Romeo in carcere a PoggiorealeE’ deciso a dare battaglia, molto più sicuro di sé che nel primo interrogatorio. Il 23 dicembre, quando il gip Paola Russo e i pm dell’inchiesta «Magnanapoli» lo incontrano di nuovo in carcere, Alfredo Romeo usa toni a tratti aggressivi, a tratti sprezzanti quando parla degli assessori che, secondo l’accusa, corrompeva. E potrebbe addirittura essere interpretato come una minaccia quella che lancia durante la sua lunga premessa al confronto di tre ore e mezzo con i suoi accusatori.

Gli immobili del Comune
Dopo aver rivendicato l’efficienza della «Romeo» nella gestione degli immobili del Comune, l’imprenditore butta sul tavolo tutto il suo disprezzo nei confronti degli amministratori, non solo napoletani: «C’è una sorta di incompatibilità da parte della pubblica amministrazione nel gestire processi complessi, con l’interferenza micidiale dal punto di vista politico… Io potrei disegnarvi la mappa degli interessi elettorali attraverso i contratti di locazione… ereditati dal Comune di Napoli, o dal Comune di Roma. Sono sempre stati serbatoi dal punto di vista elettorale. Attenzione, noi viviamo in una città dove un avvocato viene ammazzato per recuperare il canone… noi ne gestiamo trentamila, con tutto quello che può significare andare a chiedere canoni a persone estremamente politicizzate».

Belzebù e gli assessori
Si lamenta, Romeo. Si sente preparato («Sono riuscito a leggere tutto – le carte dell’accusa, ndr – con la massima concentrazione possibile in questo posto…»), per poi dichiararsi un perseguitato: «Sono riuscito a leggere una serie di quotidiani e farmi un’idea su questo personaggio (se stesso, ndr), questo Belzebù che vorrei chiarire chi sia davvero». Chiariamo pure, dice il pm, a cominciare dai rapporti con gli amministratori indagati. «Vuole un mio parere personale? Se lo lascia dentro il computer e non esce da questa stanza: incapaci». Giura che erano loro, gli assessori, a cercar lui, non il contrario. Al pm che gli chiede se i politici fossero «amici che le venivano a chiedere un consiglio o nemici che venivano a chiedere un accordo», risponde: «Io ero sempre in guardia». Pm: «Ci dica perchè si doveva proteggere da queste persone». Romeo: «Nella dimensione locale non ne avevo motivo, comunque stavo sempre in guardia». Pm: «E i politici nazionali?». Risposta: «Erano tutti uguali». Pm: «Durante il precedente interrogatorio lei li ha definiti “jene”. Quel termine è riferito alla situazione locale, a quella nazionale o a etrambe?». Romeo: «E’ in genere quel termine lì».

«Aggredito dai politici»
Romeo, naturalmente, protesta la sua innocenza, anche negli altri processi che in passato l’hanno visto coinvolto. «Il mio destino – dice – è di essere sempre imputato per una cosa (appalti, ndr) che non si fa». Allude al fatto che l’”affaire” da 400 milioni di euro della Global Service, il sistema integrato per la manutenzione delle strade di Napoli, in realtà non è mai decollato. Poi insiste sui politici: il vero motivo di tutti i rapporti con loro, spiega, è l’autodifesa: «… Io mi servo di questo solo per difendermi nelle gare, null’altro! Solo per difendermi dal fatto che non mi aggrediscano». E racconta ad esempio dell’appalto che si aggiudicò a Roma per la gestione del patrimonio immobiliare del Comune: «Non ero io che dovevo vincere! – esclama rivolto ai magistrati -. Chiamatevi Rutelli (sindaco all’epoca dei fatti, ndr), non ero io che dovevo vincere! Hanno trovato il cilindro aperto e hanno trovato il prezzo migliore… mi sono trovato vincitore con l’ira della Lanzillotta (Linda Lanzillotta, ministro degli Affari regionali nel Governo Prodi, ndr) e Rutelli». E a Milano? La stessa cosa: «Ho vinto la prima volta, la questione è finita in Giunta… Albertini (sindaco dell’epoca, ndr) in Giunta ha detto: “Questo camorrista di Napoli amico di Bassolino non può venire”. Ah, gli atti! Andatevi a prendere gli atti del Comune di Milano! Ho fatto ricorso e loro: “Ah, che facciamo? Siccome c’è Edilnord (concorrente all’appalto, ndr) non può perdere Edilnord perchè non può vincere Romeo. E siccome Romeo è bravo e se facciamo un’altra gara vince lo stesso, spacchiamo i lotti, ne facciamo tre così anche se vince Romeo noi ce lo teniamo fra le scatole però entra Edilnord…».

«Buon rapporto con De Mita»
I magistrati insistono per approfondire i rapporti fra l’imprenditore e politici di rango della Margherita. De Mita? «Ho un ottimo rapporto». Rutelli? «L’avrò visto in vita mia sì e no una volta, non ho alcun rapporto diretto con lui. Ho gestito il patrimonio immobiliare del Comune di Roma nei primi cinque anni. Non sono mai andato a parlare con il sindaco (Rutelli, ndr), né il sindaco ha parlato con me». Strano, osservano i magistrati, visto che Romeo partecipava alla vita del partito. «Sì – ammette l’imprenditore -. Avevo quote nei giornali l’Indipendente, che ho ceduto quadagnandoci, e il Riformista, che ho venduto anche lì guadagnandoci». Oltre a Europa, il quotidiano organo della Margherita. «Lei ha sponsorizzato un congresso della Margherita?», chiede il pm. Risposta: «Sì». Pm: «Dove appariva la sua…». Romeo: «Non è che doveva apparire. Mi hanno solamente telefonato un sacco di persone per dirmi che in tv c’erano stati cinque o sei passaggi…». Pm: «Di Romeo Gestioni (si riferisce l’mmagine del logo, ndr)?». Romeo: «Sì». E poi il pm vuole sapere di un incontro con l’ex ministro dell’Istruzione Fioroni, anche lui Margherita. «Sono stato da lui su richesta di Gambale (assessore di Napoli finito in carcere, ndr) perchè Fioroni dal ministero doveva aderire a una convenzione Consip (società del ministero delle Finanze che gestisce i sistemi informativi e la razionalizzazione degli acquisti nella pubblica amministrazione, ndr). Ma l’adesione non è mai avvenuta». Chiede il pm: «L’idea dell’incontro partì da Gambale o da Fioroni?». Risponde Romeo: «Secondo me Gambale l’ha proposto a Fioroni… Guardi, io ho imparato che in politica… giocano».

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event_4728267Il 628 è il meetup che è riuscito a mettere insieme, faticosamente un gruppo di lavoro, ha realizzato le uniche cose che sono state fatte dai gruppi di Grillo nel Nolano (il resto è aria fritta). Poi un bel giorno a Di Pietro servivano dei “grillini” nel Nolano, gli si presenta Franco Barbato (che non era un grillino) e che ha cercato legittimazione avvicinandosi al gruppo  628.

Alcuni iscritti del meetup hanno lavorato al progetto, una delle quali sintetizza in poche parole quali erano le loro metodologie di persuasione:

Così dal disappunto del 628 nasce a Nola l’848, chiamato anche per gli amici “dal produttore al consumatore”.

Così i vari politici che si avvicenderanno non dovranno avere alcun fastidio per le metodologie applicate nel “carpire il consenso” dell’elettorato.

Tutti i politici, anche quelli che nell’ombra, potranno contare sui nuovi “capetti” del 848 e sulla loro “omertà”.

Questa gente è stata messa alla prova.

Davanti ai fatti hanno fallito, e  non dovrebbero più darla a bere a nessuno, ma si sa, siamo in Italia, il posto dove tutto è possibile, figuriamoci un po di voto di scambio. Cosa vuoi che sia?

E per questo aiutati dai politici che ne tirano i fili, ben nascosti, si sono appropriati anche del lavoro di un anno per mettere insieme 118 persone sul meetup, fondando un altro meetup (848).

nb. i giudizi sulle persone non sono di carattere personale, bensì politico.

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Campania, l’inflazione galoppa.

A settembre parte l’iniziativa dal produttore al consumatore Campania, aumenta l'inflazioneCampania, aumenta l’inflazione
Il carrello della spesa diventa sempre più caro e i prezzi alle stelle di pane e pasta fanno profilare una vera emergenza. A luglio secondo i dati Istat è arrivata una nuova stangata sui beni di prima necessità.

Napoli è risultata la città più cara dopo Cagliari, con più 4,6% su base annua.

E la Regione Campania, per frenare questa ondata di aumenti tenta di affidarsi ad una task force che a settembre darà il via a “Filiera corta”.

“Un progetto che valorizza il concetto “dal produttore al consumatore”, saltando i passaggi di intermediazione”, affermano i tecnici dell´Osservatorio prezzi di Santa Lucia.

Non sarà proprio facile mettere d´accordo produttori e commercianti, ma l´obiettivo è che sul territorio campano i generi alimentari arrivino dritto sui banchi del mercato e della piccola distribuzione.

Una serie di rialzi che non lasciano indifferente l’Antitrust: dopo aver chiuso a giugno l’istruttoria sul pane e avviato quella sulla pasta, sta esaminando le condotte di prezzo in altri comparti del settore agroalimentare, in particolare il latte.

“Il latte è un grosso problema – ha dichiarato Catricalà presidente dell’Antitrust – Stiamo monitorando un prezzo che è tornato dopo tre anni ad aumentare vertiginosamente anche per forme collusive, ma senza prove non può partire nessuna istruttoria”.

Per il momento si parla di indagine conoscitiva per cercare di tenere sotto controllo, aumenti indiscriminati dei prodotti, soprattutto di quelli di prima necessità.
Dai dati raccolti dall’Antitrust sembra che nella filiera del latte, durante il processo di trasformazione, si verifichi un aumento che è del 200 per cento rispetto al costo di produzione, con picchi anche del 300.

Perchè quindi non ritornare alla vecchia abitudine di andare a prendere il latte direttamente dagli allevatori (quei pochi ancora rimasti)?

Ma l’allarme prezzi non riguarda solo gli alimentari, ma anche l’energia – dai carburanti (più 1,3 per cento) alle bollette di luce e gas (più 3,6 per cento e più 1,1 per cento). Non sono da meno i tabacchi ( più 2,7 per cento).
E nel momento clou dell’estate, l’Istat conferma anche il caro-spiaggia con ombrelloni sdraio e lettini in rialzo del 9 per cento e i pacchetti vacanza in crescita del 10,9 per cento.

Al Cis Interporto di Nola sarà allestito l’impianto fotovoltaico più grande del mondo. Ad annunciarlo è il patròn del polo logistico intermodale di Nola, Gianni Punzo, durante la visita della stampa nazionale ed estera alla struttura, organizzata nell’ambito dell’iniziativa “La Napoli che produce”, promossa dal Gruppo Mezzogiorno dei Cavalieri del lavoro. Il progetto dell’impianto prevede un investimento complessivo di circa 160 milioni di euro e sarà realizzato con il sostegno di Efi Banca. Punzo annuncia anche il futuro ampliamento del polo; è noto da tempo che aziende del calibro di Alenia Aeronautica e Alstom (industria ferroviaria) puntano a insediare proprie piattaforme logistiche all’interno dell’Interporto.
Eleonora Tedesco

Me ne sto in silenzio……
certo brucia la mancanza di democrazia, ma d’altro canto cerco di fare mente locale sul significato di questa parola nelle amministrazioni, negli uffici ed aziende statali ed a partecipazione statale dove quella parola ha assunto la forma di Oligarchia.
Il Comunismo, una parola che purtroppo trasforma i rivoluzionari in Oligarchi, divinità assolute che volano su un infinita distesa di teste, messe tutte sullo stesso piano.
Nelle maglie di questo falso ideologico si innestano tutte le ingiustizie, il nepotismo, l’ingerenza delle autorità ecclesiastiche nella vita delle istituzioni attraverso inserimenti lavorativi strategici di soggetti facenti capo alle varie Curie.
Chi può avere la forza di contrastare la lobbie più potente del mondo? Chi ha lo stesso potere persuasivo? Veltroni? Di Pietro?, comprimari che recitano ad arte la parte degli oppositori,
Questa bugia ideologica regna a Napoli da anni, così in nome dell’uguaglianza della base c’è la staticità assoluta.
Non si fa niente, non si raccologono nemmeno i rifiuti per strada, imbrigliati in una serie di limiti legali invalicabili, e dagli interessi dei gruppi economici, della criminalità, delle amministrazioni e dei burocrati…..(quando i soggetti non si cumulano).
L’Italia, ribadisco, è fatta ad orticelli. E’ una forma mentis.
Ognuno che ha un potere, nel nostro paese, anche il più ridicolo, cerca di metterlo a frutto per scopi personali.
Così ho visto infermieri diventare onorevoli, ho visto anarchici comprare voti, comunisti che hanno scambiato i propri interessi con l’ideologia, ho visto la camorra, l’anticamorra, la camorra-anticamorra e l’anticamorra-camorra. La realtà ha spesso superato la fantasia, ed ognuno indossa il suo vestito in questo caos gigantesco che ti doveva portare al potere.

Sarà che oramai sono stanco e deluso, ma in questo momento rimani …. l’unica soluzione possibile.

feliceiovino

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    Sabato 23 Febbraio in piazza Dante a Napoli, dalle 12:00 a 00:00, avrà vita Il Giorno del Rifiuto!

    Artisti, scienziati, cittadini si alterneranno sul palco per parlare con chiarezze e con documentazioni scientifiche della situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania.

    Sarà una giornata dipura informazione perchè scevra da ogni tipo di interesse se non quello per una vita sana, pulita e giusta per tutti ma proprio tutti.

    Questo evento è stato organizzato senza sponsor di nessun tipo, è un evento finanziato da semplici e onesti cittadini di Napoli, della Campania e d’Italia che con un euro per uno hanno creato una giornata che non avrà precedenti.

    Saranno con noi Beppe Grillo, Franca Rame, Alex Zanotelli,

    Maurizo Pallante, Dott. Gentilini, Paul Connet, Prof. Lucarelli, il dott. Comella, il dott. Marfella, il prof. Ortolani, il prof. De Medici, Alessandro Iacuelli

    Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Sasà Mendoza and quartet jazz, Spakka-Neapolis 55, Nello Daniele, Polo La Famiglia, Capone & Bungt Bangt, Enzo La Gatta e le nuove nacchere rosse, Giovanni Block e Masnada, Antonio Diana, Peter’s Gospel Choir, Anna Troise, Zorama, Impact e tanti altri…

    Questo evento ci deve dare soprattutto speranza, quella speranza che politici, cammorristi imprenditori corrotti hanno cercato così fortemente di toglierci. Fortunatamente gli è andata male, ma proprio male!

    La città di Napoli è pronta a riprendersi la speranza che gli appartine, la sua intelligenza, la sua cultura e soprattutto la sua umanità. Se le persone sono unite nella loro passione, forza e fiducia non c’è politico o ostacolo che le possa fermare.

    Questi non-uomini, zombi mangia soldi e ossigeno che si fanno chiamare “politici” saranno spazzati via dalla speranza degli uomini in un sogno più alto, condiviso, giusto e felice.

    Mentre noi differenziamo, riusiamo, recicliamo comprando ogni cosa con intelligenza e accortezza, mentre noi raccogliamo l’umido per fare dell’ottimo compost… gli inceneritori rimarranno delle cattedrali nel deserto attraverso le quali si potrà vedere le opere dei non-uomini politici che ci ricorderanno sempre le nostre disattenzioni di uomini affinchè ciò non avvenga mai più.

    Il 23 febbraio sarà un altro giorno di libertà che tutti con fatica, impegno e divertimento ci stiamo riconquistando. Il cambiamento è già inziato…

    1.  
        Video Spot per il Giorno del Rifiuto,Piazza Dante 23 Febbraio ore 12/00
  • L’inchiesta “Why not” prende il nome da una società di lavoro interinale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell’indagine su un presunto comitato d’affari e una loggia massonica impegnati tra la Calabria e San Marino.

    Sul registro degli indagati c’è anche il nome del presidente del Consiglio Romano Prodi. Per lui, l’ipotesi è abuso d’ufficio.
    Ma delle inchieste “roventi” del pm Luigi De Magistris si parla già da qualche anno. Nel 2005 è partita un’indagine sul presunto uso illecito 200 milioni di euro, finanziamenti Ue. E’ l’inchiesta Poseidon. Gli accertamenti hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione regionale di controllo della Corte dei conti e ci sono indagati eccellenti. Il procuratore Mariano Lombardi, qualche mese fa, toglie l’inchiesta a De Magistris: non era stato informato dell’iscrizione del senatore di Fi Gianfranco Pittelli. Ma intanto il pm porta avanti altre inchieste “roventi”, come quella sulle “toghe lucane”

    Giornalista con vago accento Veneto-Lombardo nel centro di Napoli ad offendere il mito dei Napoletani: il caffe’, ed il luogo comune di avere il caffe’ piu’ buono del mondo, per l’acqua.