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Certo nel bailamme istituzionale attuale, dove i diritti civili di un popolo stanno per essere azzerati ad uno ad uno dal popolo delle libertà  e delle immunità di silvio, parlare di uno come antonio di pietro potrebbe essere anche inutile. Ma la casta e l’anticasta quando danno evidenti segni di essere la stessa cosa, si perde anche l’ultima speranza che qualcosa possa cambiare.

Per fare tutto questo durante la “legislatura farsa” di Romano Prodi, abbiamo crocifisso Mastella e la sua famiglia (non senza ragioni), per l’indulto e soprattutto per la disinvoltura nella gestione del potere intrecciato agli interessi personali di Clemente e consorte.

Disamorato dalla politica, dopo aver partecipato ad una campagna elettorale di Franco Barbato, e dopo aver appurato che la composizione dell’elettorato che ci avrebbe votato era in maggioranza elettorato UDEUR, e che era li per gli stessi motivi che li teneva legati a  Clemente Mastella attraverso Tommaso Barbato, dopo alcune notti insoni mi sono congedato  (a tre giorni dalle elezioni, pur consapevole della vittoria elettorale, pagando il caro prezzo di non avere la solidarietà della mia gente, che ovviamente a me ha preferito l’onorevole, 848).

A 3 mesi da quella data dove ho incassato il pugno nello stomaco pi doloroso dellamia vita, e che mi ha insegnato definitivamente che non si puo mettere la propra vita tra le mani di persone che conosci da pochi giorni o fidarsi di loro, soprattutto quando alle spalle hanno onorevoli neo eletti e assessori provinciali, faccio il punto a mente fredda.

Voltafaccia continui, amici che diventano nemici nell arco di poche ore lasciando punti interrogativi grossi come montagne nel tuo cuore, perche ti eri fidato di loro.

Ma si sa in politica i puri (quelli veri) pagano, ed un po cazzimma è un must. Ma una sola cosa non mi è mai balenata nella mente: quella di aver sbagliato a lasciare il carrozzone che avevo messo in piedi.

Avevo visto bene, avevo visto lontano ed il tempo mi darà ragione. Impegnato nella campagna elettorale  non ho avuto il tempo di ascoltare quello che si diceva a proposito dell Antocri, la società immobiliare intestata ai figli di Di Pietro e tutta la vicenda per la quale di Pietro è stato sentito dai magistrati.

Nessun reato, per carità, almeno spero, le similitudini con Clemente Mastella sono troppe:

1) Tra il 2001 e il 2006 l IDV ha ricevuto Euro 22.366.000 di rimborsi elettorali dallo Stato.
2) Il 26 settembre 2000, nasce la libera associazione Italia dei valori Lista Di Pietro .
Oggetto sociale: La valorizzazione, la diffusione e la piena affermazione della cultura della legalità, la difesa dello stato di diritto, la realizzazione di una prassi di trasparenza politica e amministrativa .
3) quella Libera Associazione, trasformata poi in Partito politico, non si trova niente di tutto quello che dice. Partita con tre soci, l associazione Italia Dei Valori è diventato un partito a socio unico. Quindi, nessun accesso ad estranei alla visura di scritture contabili.
4) La storia di un giro di prestiti per l acquisto di immobili da parte di una società che fa capo alla famiglia Di Pietro. Tali immobili, di questa famiglia, sono poi stati affittati al partito IDV che versa affitti alquanto salati alla proprietà.

5) Veltroni ha imbarcato Di Pietro lo ha fatto per annettersi tutte le clientele dell Udc e dell’UDEUR in Calabria e in altre regioni del sud, visto che queste clientele stanno adesso tutte confludendo nell Italia dei Valori (Franco Romano, ex responsabile della Calabria, che lo ha praticamente accusato di essersi annesso tutte le clientele una volta appannaggio dell Udeur).
In pratica in zona qualcuno (che finge di essere l’anticasta e recita il copione che gli ha passato totò tr….fa ) è stato eletto con i voti di Tommaso Barbato, (me ne ero accorto c..zzo!!!).

6) il 27 febbraio Antonio Di Pietro è comparso in udienza camerale davanti al gip di Roma in veste di indagato per falso e truffa aggravata in relazione all utilizzo dei soldi pubblici incamerati dall Italia dei valori e dall ex organo di partito.

7) padre padrone che gestisce praticamente da solo un patrimonio di ormai 22 milioni di euro tra annessi e connessi. Senza che nel parito nessuno abbia diritto a metetre bocca su tutto quelloc he lui fa: dalle candidature agli acquisti degli immobili.

8) Nelle interviste si parla di una società, la Antocri (Anna, Totò e Cristiano sono i nomi dei tre figli di Di Pietro) che di fatto possiede case a Roma, a Milano, Bruxelles, Montenero di Bisacce e persino in Bulgaria e che quelle stesse case le da poi in locazione al partito, alla sede del giornale e agli uffici in cui si muove Di Pietro.

9) La tempistica sospetta degli acquisti degli immobili potrebbe fare pensare a soldi travasati dai contributi pubblici. Ma questo è tutto da dimostrare. Di fatto

10) Di Pietro ha tirato fuori quasi un milione e duecento mila euro cash negli ultimi anni solo per comprare gli appartamenti della Antocri tra Roma e Milano.

11) Sia come sia, l Italia dei valori, che è anche il nome di un altra società che ha interessi economici nel partito, è stata segnalata al Consiglio d Europa (ultimo atto della guerra giudiziaria tra Di Pietro e il Cantiere di Achille Occhetto) perché ad approvarne i bilanci, per milioni di euro di fondi pubblici, è di fatto un unica persona, cioè Di Pietro stesso.

12) Però adesso uno dei soci fondatori di allora, l avvocato abruzzese Mario di Domenico, ha fatto un esposto in cui Di Pietro viene accusato proprio di quelle cose che lui per anni ha rovesciato addosso a politici di destra e di sinistra per dimostrare che loro sono gli affaristi della politica. Sulla base dell esposto di Di Domenico è poi nata l inchiesta che è sfociata per ora nella udienza camerale del prossimo 27 febbraio in cui di Pietro è formalmente indagato. Di Domenico è uno che la sa lunga e ha raccontato come dal 5 novembre 2003 l associazione partito sia diventata una cosa privata di Di Pietro. Con esilaranti particolari di assemblee sociali in cui Di Pietro parla, interloquisce e obietta tutto da solo e alla fine approva i bilanci.

13) il metodo Di Pietro non ha assolutamente nulla da invidiare a quello Mastella: prima si diceva delle clientele calabresi passate in blocco dall Udeur all Idv, ebbene non è da dimenticare che all interno di questi uomini ce ne sono alcuni che il Di Pietro che va a fare il predicatore da Santoro non farebbe passare sotto silenzio qualora si trattasse di gente presente in altri partiti.

14) Però per sè stesso fa un eccezione. Come nel caso dello stimatissimo avvocato Armando Veneto, ex Udeur ora maggiorente Idv in Calabria, che nel 1979 aveva tenuto l orazione funebre del boss Girolamo Piromalli, detto Momo. Di questo fatto ormai si parla persino nei libri di storia, come quello del professor Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti della ndrangheta esistenti in Italia e consulente della stessa commissione parlamentare antimafia.

avevo visto ed ho agito senza fare calcoli, IDV= UDEUR ed io ho passato.

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Clemente Mastella: ex braccio dx di Ciriaco De Mita .
Poi salta sul Carro di Berlusconi infine arriva nel governo Prodi come Min. della “giustizia”.
Sandra Lonardo Mastella: nel 2001 candidata e sconfitta alle politiche del Collegio di Capua 3 mesi dopo è imprenditrice nell`AMACIM, nel 2005 vince le Regionali (grazie alla canditatura nel listino bloccato).
Ottobre 2001 compra il 34% dell`AMACIM per poi salire al 50%, srl con sede a Ceppaloni deputata a fabbricare Energia Elettrica nel Sannio.

Tale Azienda è azionista con una piccola quota del Patto Territoriale Valle del Sabato.

Allo stesso tempo nel 2001 il governo stanzia FONDI (50milioni di Euro)  per 27 interventi da realizzare tra cui l`AMACIM, nel 2003 Lonardo cede le quote a chi realizzerà realmente il capannone.
Nel 2004 l`AMACIM ottiene un esproprio comunale e  la GIUNTA REG. Campana stanzia 1.600.000euro! per corsi di formazione di tutto il patto teritoriale.
Il Comune di Ceppaloni ESPROPRIA 2 terreni!
L`AMACIM NON PRODUCE ANCORA NIENTE E NON HA ASSUNTO I 15 DIPENDENTI, MA HA OTTENUTO UNA PROROGA FINO AL 2009!!!

ELIO MASTELLA, primo figlio, subentra alla madre che è stata anche PRESIDENTE della Fondazione ISIDE NOVA, che organizza due festival estivi a Benevento, il primo finanziato con 750.000mila euro dalla REGIONE CAMPANIA e il secondo da SPONSOR privati.

PELLEGRINO MASTELLA, secondo figlio,è l`uomo della stampa di partito ÏL CAMPANILE”, giornale che riceve 1.300.000 euro ogni anno dalla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO e dal PARTITO.

PELLEGRINO ED ELIO sono anche titolari di una SOCIETÀ IMMOBILIARE che ha comprato ad un ottimo prezzo nel 2006 dall`INAIL l`appartamento dove HA SEDE IL PARTITO.

BRUNO CAMILLERI, ZIO della MOGLIE di PELLEGRINO MASTELLA è stato nel CONSIGLIO D`AMMINISTRAZIONE dell`INAIL e dal 2002 ne è uscito.

ALESSIA CAMILLERI, MOGLIE DI PELLEGRINO è stata ASSUNTA ALL`AUTORITÀ DELLE COMUNICAZIONI nella SEGRETERIA dell`EX ON. ROBERTO NAPOLI DELL`UDEUR. 

IL PADRE DI ALESSIA,CARLO CAMILLERI, ingegnere è stato nominato SEGRETARIO GENERALE DELL`AUTORITÀ DI BACINO SINISTRA SELE.

PASQUALINO GIUDITTA, marito della sorella di SANDRA LONARDO MASTELLA deputato dell`UDEUR DI SUMMONTE (AV) è PRESIDENTE dell`ATO1 CALORE-IRPINO SOCIETÀ che si occupa di acqua e “RIFIUTI”.

DOMANDE DA FARE………? È TUTTO NORMALE………? AI GIUDICI LE RISPOSTE.

“mamifacciailpiacere”

Questa era esattamente la dottrina di Cristo, quella che predica Mastella, la moglie e l’Udeur tutto. Infatti Cristo nel Vangelo secondo Mastella, consorte e nipoti e parenti tutti, predicava la concussione, la corruzione, il concorso esterno alle associazioni a delinquere, l’abuso della propria posizione personale per trarre vantaggi ingiusti a se ed ai suoi congiunti.

Mastella non ci ha ancora spiegato la situazione di Catanzaro e nemmeno quella dei suoi appartamenti romani comprati per pochi euro.

La Signora Lonardo quando pensa al cristianesimo intende il vecchio e glorioso Democristianesimo che non è una religione ed è stato perseguito lasciando superstiti in giro (il marito) che non si sono fatti aspettare più di tanto per fare peggio e più di prima.

A sentire questa gente la corruzione dilagante delle istituzioni italiane che ci rende famosi nel mondo sta sempre da qualche altra parte…. non sono mai stati loro, nemmeno quando li prendi con il sorcio in bocca.

E giù con la solidarietà, da destra da centro e da sinistra. Ed allora è tutto vero, è un unica banda, la BB, li abbiamo messi alla cassa fidandoci ciecamente.

Ci hanno lasciati in mutande. La casta dovrà restituire fino all’ultimo Euro.

Mastella, a cui sono stati contestati sette reati (concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso),risulta sotto indagine assieme al consuocero Carlo Camilleri (piantonato dagli agenti della polizia penitenziaria nell’ospedale Rummo di Benevento dove è stato ricoverato martedì sera, in seguito di un improvviso malore) e agli assessori regionali dell’Udeur, Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte. In particolare, secondo quanto si è appreso, i quattro avrebbero costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona «liberamente designata da Mastella». Non è stato però precisato quale sia stato l’elemento di pressione utilizzato nei confronti del capo della giunta regionale, forse solo un «ricatto» politico, ovvero la minaccia di uscire dalla coalizione di maggioranza (al punto da far dire all’ex ministro leghista Roberto Maroni: «Se è così, allora siamo tutti colpevoli»).

Oltre a Mastella e alla moglie sono coinvolti nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere politici e amministratori pubblici campani, nonché esponenti a vario livello dell’Udeur. In totale sono 23 le ordinanze di custodia cautelare (quattro in carcere e 19 ai domiciliari) e i provvedimenti interdittivi notificati ad assessori, politici e funzionari. Tra questi anche due assessori regionali della Campania e alcuni consiglieri dell’Udeur. L’inchiesta giudiziaria riguarderebbe un presunto giro di favori e assunzioni pilotate. L’episodio contestato alla moglie di Mastella non è in realzione alla vicenda Bassolino, ma riguarderebbe le modalità seguite per una nomina nell’ospedale di Caserta. Ma in questo contesto si inserisce anche un curioso gioco del destino e delle parentele, come fatto notare anche da alcuni esponenti politici: il direttore dell’ospedale di Caserta, Luigi Annunziata, che avrebbe ricevuto pressioni da parte dei Mastella e di altri esponenti dell’Udeur per alcune nomine di primari, viene ritenuto politicamente vicino a Sandro De Franciscis, che è presidente della provincia di Caserta e nipote del procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, in quanto figlio di una sorella della moglie.

Mastella: mi “dimetto”

Pubblicato: gennaio 16, 2008 in Senza Categoria
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Dopo l’arresto della moglie per tentata concussione mossa a sorpresa
del ministro: “Fra l’amore della mia famiglia e il potere scelgo il primo”

“Colpito da frange estremiste dei giudici che mi vedono come un nemico da abbattere”
La replica del procuratore: “Polemica digustosa, ne risponderà in tribunale”

 Clemente Mastella con la moglie Sandra

ROMA – “Mi dimetto, getto la spugna”, così con tono commosso e attaccando il giudice che ha arrestato la moglie, definita “un ostaggio”, il ministro Mastella ha concluso il discorso alla Camera dove parlava dopo l’arresto di Sandra Lonardo per tentata concussione. Prima, nel corso dell’intervento, aveva usato espressioni ancora più gravi: “E’ la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura”, aveva detto. Dimissioni che però il presidente del Consiglio Romano Prodi sembra orientato a respingere. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento infatti dice: “Il Parlamento gli ha chiesto di restare, spero che questo convinca il ministro. Questo lo ha chiesto il Parlamento ed è anche il pensiero di Prodi”. Infatti il premier, incontrando il guardasigilli, ha respinto le dimissioni.

“Ringrazio il presidente Prodi per avermi confermato la fiducia, ma adesso è più importante che stia accanto a mia moglie. Ogni decisione verrà dopo”, ha commentato Mastella.

La lunga giornata del leader dell’Udeur si è presentato alla Camera alle 10,45 dove era previsto il tradizionale discorso sullo stato della Giustizia. Ma il normale corso degli impegni istituzionali è stato deviato dalla notizia giunta dalla Campania. “Avrei fatto un discorso diverso, avrei parlato di riforma della giustizia – ha detto – notizie annunciate dalla stampa, e perfino da un editoriale. Un discorso certamente diverso da quello che avrei fatto. Vi parlo con il dolore nel cuore di chi sa e di chi è stato colpito negli affetti più profondi”.

E’ provato il Guardasigilli mentre parla di fronte ad una Camera muta e pronta all’applauso nei passaggi in cui il politico Mastella attacca la magistratura, “frange estremiste” dice lui. Le “mie illusioni oggi sono frantumate di fronte a un muro di brutalità. Ho sperato che la frattura tra magistratura e politica potesse essere ricomposta, ma devo prendere atto – dice il guardasigilli – che nonostante abbia lavorato giorno e notte per essere un interlocutore affidabile sono stato percepito da frange estremiste come un avversario da contrastare, se non un nemico da abbattere”.


Dunque la frattura fra giustizia e politica Mastella mette all’origine della vicenda. “Ho avuto l’illusione che tutto ciò che ho fatto in questi mesi potesse essere la prova della mia onestà intellettuale e dell’assenza di secondi fini”. E invece, subito il “tiro al bersaglio nei miei confronti, quasi una caccia all’uomo, una autentica persecuzione”.

“Tutta la mia famiglia – ha continuato – è stata intercettata, tutto il mio partito è stato seguito dalla procura di Potenza, un tiro al bersaglio, mia moglie è in ostaggio”. “Mi dimetto – ha puntato il dito il leader dell’Udeur – sapendo che un’ingiustizia enorme è la fonte inquinata di un provvedimento perseguito con ostinazione da un procuratore che l’ordinamento giudiziario manda a casa per limiti di mandato e di questo mi addebita la colpa”. “Colpa che invece – aggiunge Mastella – non ravvisa nell’esercizio domestico delle sue funzioni per altre vicende che lambiscono suoi stretti parenti e delle quali è bene che il Csm e altri si occupino”.

Frasi, quest’ultime, alle quali il procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei, ha voluto replicare prontamente, convocando una conferenza stampa nella quale ha annunciato azioni legali contro il ministro della Giustizia, colpevole, a suo dire, di “calunnie ed offese alla mia reputazione”. Il magistrato ha definito quindi “disgustosa” la polemica sollevata dal Guardasigilli.

Ma nel suo intervento Mastella non ha attaccato solo l’ordine giudiziario, allargando il discorso anche al campo politico. “Mi dimetto – ha detto – riaprendo la questione delle intercettazioni a volte manipolate, a volte estrapolate ad arte assai spesso divulgate senza alcun riguardo per la riservatezza dei cittadini”. “Mi dimetto – ha concluso con la voce rotta dall’emozione – per essere più libero politicamente e umanamente, perché tra l’amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo”.