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Sfiora il ridicolo la “convenscion” per la libertà di stampa, nella Chiesa di Santa Marta a Roma, aperta da Sandro Bondi e Daniela Santanchè.
Vittorio Feltri detto anche “Il re della bufala, l’imperatore dello scoop montato ad arte in nome e per conto del padrone-editore, il manganello di Berlusconi per amici e nemici, quello che fino ad oggi con la sua attività ha cambiato i connotati alla definizione di “libertà di stampa” in “libertà di stampa all’italiana” si lamenta verso i suoi editori di riferimento (non la gente): i politici.
Dice:
«Non vorrei deludervi, ma io ho grande ammirazione per i giornalisti di sinistra. Loro hanno i posti migliori, sono protetti dalle associazioni di categoria e i partiti di riferimento li coccolano. Sono eleganti, chic.
Noi poveri giornalisti di destra siamo abbandonati a noi stessi, alcuni dicono che puzziamo.
Se i politici di centrodestra non ci aiutano, non riusciremo mai a conquistare la nostra libertà».

Alla convenscion partecipavano anche altri geni dell’informazione: Maurizio Belpietro (altro bufalaro vedi il fresco falso attentato) e nientepocodimenochè Augusto Minzolini, l’uomo dei record, quello che riesce a perdere 500000 telespettatori a Rai1 ogni volta che comincia il TG1, per palese faziosità nelle azioni e nelle omissioni (quest’ultime sostituite dalle più inutili curiosità).

Feltri continua il suio sfogo:
“Gli esponenti di governo preferiscono rilasciare interviste al Corriere della Sera, più che al Giornale o a Libero, perché è più chic.”
No, caro Feltri, stanno solo grattando il barile di quel poco di credibilità rimasta al Corriere della Sera, che nasce come giornale che fa informazione ed ha lunga tradizione giornalistica da spendere, patrimonio che va assottigliandosi sotto la proprietà Berlusconiana.

«Non facciamo parte di quel sistema che ti fa far carriera, che ti protegge dai magistrati.”

In una vera democrazia nessuno può proteggerti dai magistrati se diffondi calunnie, bufale e notizie inventate (e non mi riferisco solo al caso Fini, basta cercarti su Wikipedia per avere l’elenco di tutte le cazzate che hai scritto a 9 colonne, poi smentite nei trafiletti accanto ai necrologi). Se tu sei un giornalista……….

Per la cronaca: mancava (solo) Fede (poi c’erano tutti).

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Mentre Sivvio sparava raffiche di cazzate, dal palco della festa del PDL acclamato dal suo popolo di evasori, collusi, mafiosi e “utili idioti”, 10.000 secondo gli organizzatori 12.000 per la questura, andando in onda a reti unificate (Sky compresa, hanno finalmente trovato un accordo sivvio e murdoch),  a Roma si celebrava il secondo “No B. Day”, 500.000 secondo gli organizzatori (10mila per la questura),  totalmente ignorato dai media di regime, per chiedere le dimissioni del premier Silvio Berlusconi.

Berlusconi, contumace nei suoi processi, prescritto, salvato dalle decine di leggi ad personam, chiamato in causa da centinaia di mafiosi pentiti come “capo della cupola”, che ha per eroe Mangano condannato per omicidi di mafia,  chiamato in causa per le stragi di capaci e via d’amelio, iscritto alla P2 di Licio Gelli, vorrebbe fare, personalmente con le sue mani, la “rrifomma della giustizzia”.

Per carità tutto giusto: i processi sono interminabili e la certezza della pena non ci appartiene più come cultura, ma l’ultima persona, dopo totò Riina e la Banda Bassotti che puo riformare la giustizia in Italia è proprio “sivviuzzo da capaci”.

Così finalmente si avvererebbe il sogno di sivviuzzo, provenzano e toto riina: i PM che entrano nella stanza del giudice per avere udienza con il “cappello in mano”, diventando così “avvocati dell’accusa”.

Secondo questo concetto di riforma della giustizia, l’attuale Pm che ha potere di indagine deve essere messo sullo stesso piano dei “superpagati avvocati della difesa”, una sorta di patrocinio gratuito dei diritti della comunità ad amministrare l’accusa.

Non riusciamo a processare la mafia, con i giudici vestiti da avvocati dell’accusa, figuriamoci se li declassiamo ad avvocati a patrocinio gratuito. Solo chi non vuole che vengano fatti i processi puo parlare cosi.

Poi il colpo ad effetto finale: i giudici di Palermo verranno indagati da una commissione Ministeriale. Viste le ovazioni della piazza a tale annuncio mi chiedo: Da che parte sta il popolo delle libertà (a delinquere) e dell’amore? Con i mafiosi o con i PM? La risposta la conosco da 16 anni, ma facciamo ancora finta di chiedercelo.

In questo caos populista innescato da sivvio, i meridionali votano lega, i poveri votano il partito dei ricchi, ed i Pm da indaganti passano ad indagati. Divertente (per i francesi e gli inglesi).

In piazza erano presenti esponenti di Sinistra e Liberta’, Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Idv, con il leader Antonio Di Pietro.

Gianfranco Mascia del Popolo viola ha parlato di piu’ di 500mila persone mentre per la questura i manifestanti sono circa 10 mila.